La frase del Card. Ratzinger che ti aprirà gli occhi sul senso della Liturgia
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Ogni giorno sento sacerdoti lamentarsi della sciatteria e precarietà in cui “si sentono costretti “ a celebrare e di quanto la loro situazione sia irrimediabilmente difficile poiché, a loro dire, ormai le cose hanno preso una brutta piega e non si può tornare più indietro.
Per quanto anche io condivida una preoccupazione di fondo in tal senso, mi arrabbio di fronte a tale fiera dei luoghi comuni e generalizzazioni, poiché la verità è che noi oggi abbiamo gli strumenti teorici e pratici per porre rimedio allo sfacelo e dettare un via rinnovata per un miglioramento futuro.
Però come sempre il primo passo tocca a te e non devi aspettarti troppi aiuti o incoraggiamenti dalle alte sfere.
Premessa : questo articolo non è per chi è stanco di lottare, ma per chi ha voglia di fare.
Pertanto se hai gettato la spugna, allora chiudi anche questa pagina e non mandarmi le email nelle quali mi dici
“Hai ragione Vincenzo, ma sai da me è difficile, sono in una situazione particolare ecc ecc”
perché tanto cestino tutto e rispondo solo a coloro che vogliono da adesso iniziare a operare.
Ora, visto che siamo rimasti solo noi realmente interessati voglio mostrarti come sia possibile ottenere risultati eccellenti anche nelle condizioni più difficili.
Ovviamente ti servono strumenti adeguati e l’approccio giusto.
Proviamo ad immaginare la più classica delle situazioni, quella in cui il sacerdote che per nuovo incarico entra nella nuova parrocchia e trova ciò che a dirla tutta è per lo meno “incomprensibile”.
I primi giorni vengono trascorsi a cercare di capire quali fondamenti liturgici abbiano spinto il predecessore a spostare in modo creativo il fonte battesimale che dal 1400 era collocato in quella posizione o per quale motivo abbia deciso di decorare con un elegante stucco veneziano color rosa pesco le bianche pareti della chiesa barocca, o come mai ora quella statua troneggia sull’altare in modo ben più evidente della croce stessa….
Ti suona famigliare? Lo so, infatti sono le cose che mi riferiscono i miei clienti.
Così il nuovo parroco sconfortato, si prepara per la Santa Messa, apre l’armadio per prendere la casula ed inizia ad avvertire prurito al collo… il poliestere “made in China” ormai consunto provoca l’allergia alla sola vista. I tristi ricami sul davanti poi, inducono il sacerdote a ripiegare sull’unica casula degna di cui dispone : quella della propria ordinazione.
In questo scenario desolante voglio però mostrarti come salvare il salvabile. Il primo passo è vedere le cose per come sono realmente ed ammettere che
certe idee contagiose stanno affondando la Liturgia
Quando mi chiedono “qual è, secondo te, il problema più grande che sta affondando la Liturgia?”, io rispondo con una frase non mia, ma dell’allora Cardinale Ratzinger :
"Se la Liturgia appare anzitutto come il cantiere del nostro operare, allora vuol dire che si è dimenticata la cosa essenziale : Dio”
Ho mantenuto la promessa e ti ho riportato la frase di Papa Ratzinger, breve ma esemplificatrice.
Essa è tratta dalla prefazione allo “Sviluppo organico della liturgia”, testo che ti consiglio di leggere.
Le idee contagiose di cui ti parlavo prima, sono quei convincimenti che impariamo a fare nostri perché li diamo per scontati, collaudati, comprovati.
Sono quelle idee che lungi dall’essere state elaborate, provate personalmente, tendiamo a fare nostre perché
Per quella scuola di pensiero cui aderisco, si fa così e se lo poi lo dice quel Vescovo, allora è proprio vero
Se sei di quella scuola di pensiero o di quell’altra, allora “mettiti in proprio “ e fatti la tua confessione.
Voglio cercare di spiegarti il concetto, riprendendo ancora una volta l’idea espressa da papa Ratzinger.
Prima e dopo il Concilio Vaticano II, abbiamo assistito alla contrapposizione di due blocchi: da una parte i “tradizionalisti” dall’altra i “riformisti” . Gli uni, sbagliando, sostenevano che fosse fondamentale il recupero “archeologico” del rito romano nella forma più pura. Gli altri, sbagliando egualmente, sostenevano che la liturgia andasse ripulita al massimo e che fosse sufficiente la presenza dell’essenziale :
il pane e il vino sono il sacramento , le parole dell’istituzione la sostanza, tutto il resto è a piacere!
Siccome tutto il resto è a piacere, allora è lecita ogni creatività, sia nel rito che nella forma dell’edificio e della sacra suppellettile.
Hai compreso ora il concetto di idee contagiose?
La creatività liturgica ha creato follie.
Lo so, ora ti stai guardando intorno in chiesa e ti inizia a sorgere qualche dubbio. Forse cominci a capire a quale corrente apparteneva il tuo predecessore.
E se quando provavi a chiedere “ perché vuoi spostare l’ambone?” o quando ti sorgeva il dubbio che il parroco si fosse affidato ad un artista non proprio esperto nella materia liturgica e che il risultato finale più che e ad un ambone, somigliasse alla plancia di comando della nave spaziale di Star Trek, capace di proiettare la Liturgia direttamente nel 2217, ti veniva risposto qualcosa del tipo
- Bisogna cambiare ogni tanto!
- La liturgia deve evolversi, deve andare incontro ai nuovi gusti!
- Ma se lo ha detto lui che è un artista di grido e molto quotato ( tradotto costoso ), allora vuol dire che si fa così
- Ma dai, non vedi che anche gli altri stanno innovando, noi non siamo da meno! Facciamo anche noi qualcosa di particolare
e se contestualmente anche casule e piviali sembravano le tute spaziali della stessa Enterprise
allora sappi che non eri tu in errore, ma effettivamente eri coinvolto in qualcosa più grande in un certo senso di te stesso.
Il corretto Progetto Liturgicosi basa su un’idea di fondo : la liturgia è viva.
Questo è l’assunto di fondo che ho sposato e che regge il lavoro del mio studio. Io ci credo a tal punto che mi espongo anche a frequenti battibecchi “sia con i puristi sia con i modernisti”. E sai perché con il mio lavoro faccio arrabbiare entrambi ? Perché aldilà dell’apparente contrapposizione ideologica entrambi gli schieramenti condividono il principio secondo cui eccezion fatta per la materia e le parole dell’istruzione il resto è relativo.
Essendo qualcosa di vivo, la liturgia è in costante evoluzione. Lo so, temevi che volessi proporti di tornare al gotico, alla pianeta ed agli affreschi giotteschi?
Bhe allora chiariamo una cosa : l’evoluzione, il progresso sono parte integrante della nostra vita e sono forme di un Processo .
Dall’antico al moderno, nel senso della continuità. Allora quando vai a comprare una casula, puoi decidere di prenderne una made in China da 40€, in plastica e senza foggia oppure prenderne una fatta artigianalmente, con tessuti anche moderni, con una decorazione non in oro zecchino, ma ben più semplice.
Dov’è la differenza? Sicuramente nel costo, ma soprattutto nella sostanza.
Se scegli la seconda casula, hai deciso di muoverti nel senso dello sviluppo coerente della liturgia, perché userai per la celebrazione una veste che ha un significato nella foggia che ci giunge da lontano e che con la Tradizione condivide il senso del bello e degno, pur con l’impiego di soluzioni moderne ( penso al tessuto, alle decorazioni, accorgimenti di vestibilità ecc).
Ora che ti è chiaro il concetto, sono sicuro apprezzerai il regalo che voglio farti, ovvero
Le 4 domande da porre al tuo artistao architetto per capire se è in grado di preparare adeguatamente il progetto per risistemare l’aula liturgica o i paramenti :
- è un progetto egualmente aperto all’innovazione e alla continuità con la Tradizione?
- è legato ad una tradizione liturgica oggettiva?
- il progetto tiene conto della tradizione liturgica locale?
- è un progetto efficace dal punto di vista pastorale?
Se inizia a balbettare e si arrampica sugli specchi, allora sai cosa devi fare : ferma le macchine, liquidalo, datti da fare a trovare chi sa organizzarti un adeguato Progetto Liturgico. E non farti traviare dalla notorietà dello stesso o della marca, perché non è detto che famoso significhi “competente nella materia liturgica”.
Ora ho anche una quinta domanda che questa volta devi fare a te stesso e che ti aiuterà a verificare l’aspetto soggettivo della tua idea:
Il progetto è antropocentrico o “teocentrico”? E’ Dio al centro del progetto o genericamente a muoverti è solo una questione di gusti?
Devi metterti anche tu in discussione, perché sin dalla premessa ti ho detto che se per primi certi uomini di chiesa avessero le idee chiare, tanti “geni dell’arte moderna” non avrebbero combinato quello che io e te sappiamo in giro per il nostro bel Paese, ma anche nel resto del mondo.
Oggi ti sto dando in regalo quello che per me, è lo strumento di anamnesi per affrontare un lavoro nell’arte liturgica e tu puoi farlo tuo e usarlo per fare una prima analisi della tua situazione concreta.
Si tratta in un certo senso di uno strumento tecnico, come la riga e la squadra per il disegnatore. Ovviamente non basta avere gli strumenti, ma bisogna avere la competenza per saperli proficuamente usare e portare a termine un coerente Progetto Liturgico.
Continuerò a metterti a disposizione gratuitamente altro materiale sul blog.
Ovviamente se necessiti di qualcosa di molto specifico, puoi contattarmi o commentando questo post sul blog, oppure compilando il modulo di contatto qui sotto.
Al prossimo articolo!
Vincenzo Busco


