Perché alcuni sacerdoti fanno più lavori di adeguamento liturgico e per importi maggiori rispetto a tutti gli altri nonostante la crisi?

Scopri il Segreto che il 99% dei sacerdoti NON applica al proprio lavoro di adeguamento liturgico e che ti permetterà di avere un numero di offerte e consensi della tua comunità molto maggiore, pur non essendo un esperto.
Ora che con questo titolo ti ho anticipato il succo del mio articolo odierno, che tu sia parroco o amministratore o rettore alle prese con la necessità di apportare miglioramenti all’aula liturgica, oggi intendo rivelarti qualcosa che concretamente il 99%  degli altri parrocci forse non giungerà a conoscere mai.
Va bene qualsiasi titolo di studio tu abbia, perché quello che dovrai fare e comprendere un concetto ed  un modus operandi che infondo è molto semplice. E per questo te lo nascondono.
Voglio che tu provi ora a fare uno sforzo e chiudendo gli occhi provi a immaginare come sarebbe bello poter portare avanti i lavori di adeguamento liturgico che hai in mente da tempo e che possono condurre davvero ad un miglioramento della fruibilità e della dignità della tua chiesa.
E pensa a quanto possa essere bello e stimolante l’idea che tale progetto venga subito ampiamente condiviso dalla tua comunità che in quanto tale PARTECIPA a tutti i livelli, senza che tu debba andare a mendicare il suo contributo.
Presta attenzione, compreso il meccanismo potrai replicarlo a tuo piacimento.
Comprare dal negoziante “Rinomata Arte Sacra &c. dal 1600” tutto il necessario per migliorare l’aula, avrà un impatto davvero molto relativo nel portarti il consenso della comunità e soprattutto il suo CONTRIBUTO.
Prima o poi devo farlo, perché tanto i moderni telefonini lo consentono.
Mentre sono in attesa di incontrare il sacerdote, devo fare e registrare la solita domanda dietro le quinte al parrocchiano di turno : “ cosa ne pensi del parroco, ha gusto nel curare l’arredo?”
Allora ti farò sentire la risposta che nel 99% dei casi è del tipo : “ E’ tando una brava persona, abbiamo raccolto tandi soldi, sta comprando tante cose però… non  lo so…. A noi non ci piace, e mo ci dobbiamo fermare perché c’è la crisi…”  (gli errori ortografici sono voluti poiché la situazione è ambientata nella provincia pugliese).
Sono sicuro che non sono il solo a sentire questa frase e che magari in altri termini, la senti anche tu.
E se la senti o ti rendi conto che la comunità invece di spingerti, ha bisogno di essere trainata allora sappi che sei in un grosso problema che ti costerà notevole fatica e parecchia ingrossamento del fegato.
Ora , ovviamente, non voglio dire che il problema sia solo tuo, poiché la verità è che se hai la sfortuna di amministrare una chiesa in un contesto socialmente difficile, arretrato o molto povero è evidente che ci siano anche dei limiti oggettivi e materiali.
Ma la verità è che curare un Progetto Liturgico finalizzato all’adeguamento o miglioramento della Chiesa, non è una cosa semplice e che possa esaurirsi con il semplice “avere in mente l’idea” e andare in giro a prendere pezzi da assemblare. Né tanto meno commissionando in modo disorganico singole opere all’artigiano sotto casa.
Il Progetto Liturgico è un processo che come tale si svolge in tappe.
A te piace camminare ad occhi bendati o con la vista limitata a 2 metri davanti ai tuoi piedi? A me no, credo che a nessuno piaccia.
Portando questo esempio nella progettazione dell’adeguamento e/o miglioramento di luogo di culto, ti chiedo:
Pensi sia piacevole per la comunità essere chiamata a contribuire ai lavori, senza che abbia capito il perché di certi interventi?
La risposta la conosciamo entrambi ed è no.
Come sacerdote hai il compito oltre che di amministrare i sacramenti, anche quello di “educare” il popolo alla Liturgia. In quanto bisognoso di educazione, diamo per scontato che il popolo di Dio viene in chiesa perché sente il bisogno della Fede, ma non è totalmente preparato alla comprensione anche dei simboli e degli elementi tutti che costituiscono parte integrante della comunicazione mistagogiga.
Quindi il primo passo lo devi fare tu e consiste nell’ educare la comunità al bello che è insito nella liturgia.
In questa fase non trovano posto né architetti, né artisti, ma ci sei tu con il tuo bagaglio di sapere, esperienze e sensibilità che devi educare la tua comunità.
Proprio ieri parlavo con un sacerdote con il quale c’è un grande rapporto di stima e la cui affabilità cela una profonda cultura e gusto per il bello. Egli mi mostra orgoglioso una casula che ha fatto realizzare da una sua parrocchiana, con un ricamo semplicissimo ripreso direttamente da un bassorilievo della prima età cristiana. Mi ha mostrato questa casula perché mi ha raccontato del confronto avuto con un parrocchiano che lo accusava “di vestirsi vistosamente durante la messa”.
Ora posto che si trattava di una casula degnissima, costata pochissimo e che non ho fatto io( prevengo la tua obiezione poiché immagino cosa stai pensando), ma una sua parrocchiana, il sacerdote ha dovuto educare e spiegare al fedele che lui non si veste vistosamenteper se stesso, bensì degnamente per il Signore.
Questo episodio, ci pensavo stanotte, indica a tutti che non esiste preclusione al miglioramento nonostante la crisi, ma c’è bisogno di spiegare cosa sia il miglioramento nella liturgia.
Quando anche la comunità avrà maturato la tua stessa sensibilità, ovviamente percepirà in modo lampante l’incongruenza tra ciò che dovrebbe essere l’aula liturgica e invece ciò che si dimostra essere oggi.
E l’urgenza di provvedere a tale risistemazione proverrà non più dal tuo solo sentire, ma da quello di tutta la comunità. La mobilitazione sarà comunitaria, corale e partecipata.
Rendi visibile ai loro occhi il risultato finale.
Tocca ancora a te, scegliere di circondarti delle giuste professionalità con le quali iniziare a studiare e pensare il Progetto Liturgico, ma non lasciare che questo sia un argomento troppo tecnico che in quanto tale, resti sulle tavole tecniche e nei bozzetti.
Inizia a simulare, noi tecnicamente lo chiamiamo rendering, produci bozzetti, ovvero condividi anche visivamente quale sarà l’esito dell’impegno collettivo.
Mi vengono in mente almeno un paio di situazioni recentissime in cui la freddezza iniziale del parroco davanti alla possibilità di un impegno economico importante per la sostituzione dei vetri( esigenza pratica reale poiché erano vecchi e rotti ed estetica poiché si volevano installare delle vetrate) si è trasformata in entusiasmo e decisione di intervenire poiché ho materialmente mostrato loro i bozzetti del risultato finale.
Quindi, proponi e rendi visibile, direi tangibile il risultato finale.
Diciamo che questi due punti sono acquisiti, che la comunità è educata e propensa, ma l’impegno è grosso e quindi non si potrà fare nulla.
Ricadiamo comunque nel 99% della casistica di cui ti parlavo, cioè in quella stragrande maggioranza dei casi in cui il progetto stenta a partire o se parte va a rilento perché devi toglierti la talare, se la indossi, o il clergy e trasformarti in foundraiser ,tradotto in italiano il cercatore di fondi.
Ed eccoci pertanto al punto cruciale :
L’ 1% dei parroci che porta agevolmente, velocemente i lavori a compimento e a cui si chiedono altre migliorie, applica il Segreto.
Il “Segreto” si chiama pianificazione o se vuoi modularità.
Ti aspettavi formule magiche. No basta applicare il metodo con atteggiamento scientifico.
Pianificare significa studiare dall’ inizio un Progetto Liturgico coerente, finalizzato alla bellezza e alla dignità, che ricomprenda sin dall’ inizio TUTTIgli aspetti ed i campi di intervento con i diversi gradi di urgenza, suddividendo l’intero in singole parti autonome.
Sai perché in molte delle chiese che vediamo oggi, intendo quelle moderne,  il parroco pur avendo il favore della comunità e magari la disponibilità economica, non riesce a procedere con lavori di abbellimento?
Poiché la struttura della chiesa è stata pensata da una mente ( l’Arch. Di fama ) completamente focalizzata sulle opere murarie, mentre il Progetto Liturgico dell’apparato artistico ed iconografico viene lasciato al prete…
Ti suona familiare la cosa?
Allora guarda io penso che la cosa sia in questi termini:
  • O molti architetti moderni a nostra insaputa hanno dato all'  università (segretamente) l’esame di ICONOCLASTIA studiando direttamente dagli atti del concilio di Nicea
  • Oppure in fase di progettazione di una chiesa, oggi  si lavora ahimè a compartimenti stagni e l’arte sacra, il progetto iconografico, le vetrate, le sacre suppellettili ed i paramenti, considerati aspetti secondari, vengono lasciati ad “altri”
 La conseguenza è che intervenire dopo, non è affatto facile, è sempre una rincorsa al miglior compromesso.
Di qui il segreto di cui prima, ovvero affidati a professionisti  con cui
  1. realizzare un progetto complessivo sin dal primo momento e che possa essere diviso in fasi autonome sia da un punto di vista esecutivo che di gestione dei costi
  2. valutare non solo l’idea, ma anche la realizzabilità concreta proprio in termini di capacità di lavorazione dei materiali.
 Un progetto complessivo così organizzato consentirà a te come parroco per i nove anni del tuo mandato attuale  ed eventualmente al tuo successore, di continuare a lavorare su una strada tracciata chiaramente, realizzando di volta in volta solo quello che le disponibilità consentono senza per questo dover rifare progettazioni, prove ecc ecc ecc.
Riesci ad immaginare di avere un faldone intero, in cui è ricompreso un intero progetto divisibile in singoli sotto progetti, ognuno dei quali è realizzabile oltre che su carta anche nella realtà poiché scritto con il  professionista e di pari passo con le maestranze sin dall’inizio?
Ti suonano familiari quelle situazioni in cui il Progetto Liturgico  è stato pensato dal professionista senza previa consultazione delle maestranze per poi ritrovarti a non poter andare avanti perché quei materiali non permettevano quei risultati, raddoppiando solo i costi?
Ti ricordi l’ultima volta in cui hai potuto dire in relazione ad un intervento in chiesa : “io firmo e sono certo che voi mi farete per filo e per segno quello che è scritto senza problemi o inconvenienti?”
Se non te lo ricordi, allora devi attivarti ed iniziare a cercare chi sappia lavorare con questo metodo
Non hai bisogno dell’ennesimo architetto o ingegnere. Se continui a fare lo stesso errore, otterrai gli stessi risultati.
Hai bisogno di professionisti competenti nella materia liturgica. Punto.
Ho impostato l’intero metodo di lavoro di Progetto Liturgico su questi semplici concetti e se  hai bisogno di approfondire l’argomento, ti consiglio di continuare a seguire il materiale che pubblico sul blog, oppure cliccando sul link puoi contattarmi direttamente tramite mail, nel caso di particolare urgenza.
Buon Progetto Liturgico e che il bello contribuisca a rendere più degna la Sacra Liturgia e più forte la nostra fede.
 
Vincenzo Busco

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