IN FRANCIA STANNO ABBATTENDO LE CHIESE, IN ITALIA NE COSTRUIAMO DI BRUTTE

CHE FINE FARANNO LE NOSTRE BELLE CHIESE?

Mentre scrivevo l'articolo odierno, un amico mi ha segnalato una notizia davvero sconvolgente. L'ho verificata ed ho deciso di inserirla in questo mio articolo, perché ben si raccorda con esso.
In Francia, hanno iniziato l'abbattimento programmato di oltre 2000 chiese storiche per far posto a parcheggi e centri commerciali.
Che ci crediate o no, la motivazione ufficiale è che non ci sono soldi per effettuare la manutenzione. E così vanno giù splendide costruzioni di stile goticheggiante. E' lo specchio dei tempi moderni, in cui disconosciamo le nostre radici e per questo abbattiamo opere grandiose o anche piccole chiese, ma di  rara bellezza.
E poi invece vediamo spuntare come funghi nuove e strane chiese, opere dei soliti Archistar, protestanti più che cattoliche, di forme e geometrie incomprensibili ai più, spoglie, iconoclaste, fredde, arredate in modo tale da non permettere ai fedeli di comprendere la differenza tra un centro commerciale ed il luogo deputato all'incontro con una dimensione superiore.

Questi nostri tempi moderni, sono quelli  dell'oblio. Abbiamo scientemente deciso di  dimenticare la nostra tradizione (e non parlo solo dell'Italia e della Francia). Stiamo dimenticando le radici cristiane e sul tronco malato ed amputato della nostra storia, stiamo innestando strane nuove forme d'espressione.

L'arte ed il bello  sono espressione di una sana civiltà.

L'arte è misura di una civiltà e non è espressione solo di pochi artisti, uomini illuminati, ma la si dovrebbe riscontrare dovunque, in una società sana.
L'Arte, quella del Bello, è istintiva, diffusa, spontanea.
Non vogliamo ancora comprendere che l'Arte è il risultato di un processo, non un prodotto. E' il risultato di splendide idee, di una visione ricca della vita, di una società in evoluzione, in fermento.
Una società sana, che evolve, ricca costituisce l'humus per una espressione artistica altrettanto sana e piena. Vien da se, che quando quest'humus viene a mancare o è sostituito dalle macerie, allora la conseguenza sarà un'arte brutta.
L'arte sacra è stata per secoli la massima espressione del bello ed al tempo stesso stimolo e riferimento per le arti nel campo laico.
Ci vuole davvero un gran coraggio ad affermare oggi che le attuali forme artistiche sono solo moderne e non anche brutte. E ci vuole altrettanto coraggio a far entrare certe brutture senza pari nelle nostre chiese, usando la consueta scusa(che poi corrisponde a verità) secondo cui la Chiesa nei secoli non ha mai creato o usato uno stile, ma ha accolto il meglio di ciò che veniva realizzato.
Se oggi il meglio disponibile in circolazione è astratto, incapace di comunicare la bellezza, impossibilitato a condurre l'uomo ed il fedele verso la contemplazione del Bello e costituisce solo uno strumento di espressione delle inquietudini dell'artista, allora possiamo comprendere ciò che con sempre maggiore frequenza vediamo in giro nelle nostre parrocchie.
Ho scritto questo articolo sotto l'emozione di una breve visita in una parrocchia del centro storico della splendida Martina Franca, luogo in cui il barocco trionfa, località in cui anche la chiesetta più piccola, già dalla sua facciata ti invita alla meraviglia e ti predispone ad abbandonare i pensieri della quotidianità, per incontrare una dimensione spirituale.
Quella stessa mattina, avevo fatto visita ad un altro cliente, una chiesa moderna, anni '70, caotica e pregna di cemento, in cui il tabernacolo, a detta dello stesso parroco (tra l'altro giovane), era incastonato in una sorta di raggiera bronzea più simile ad un monumento ai caduti che altro.

L'architettura e le arti tutte sono l'esatta espressione della tempra mentale, sociale e spirituale della società che le produce.

Un'epoca confusa genera un'arte senza nè capo nè coda. Questo è certamente vero per l'arte sacra, che seppur con forme diverse e corrispondenti ai tempi, deve immutabilmente continuare a mostrare il Bello.
E' appena il caso di riprendere le parole di Benedetto XVI:

"La bellezza della liturgia è parte di questo mistero; essa è espressione altissima della gloria di Dio e costituisce, in un certo senso, un affacciarsi del Cielo sulla terra. [...] La bellezza, pertanto, non è un fattore decorativo dell’azione liturgica; ne è piuttosto elemento costitutivo, in quanto è attributo di Dio stesso e della sua rivelazione. Tutto ciò deve renderci consapevoli di quale attenzione si debba avere perché l’azione liturgica risplenda secondo la sua natura propria"

Alla luce di queste considerazioni, propongo un semplice esercizio. Sulla settimana enigmistica lo chiamano "TROVA LE DIFFERENZE". Quale tra queste due è una chiesa protestante?

La prima è una classica chiesa protestante, mentre la seconda è la chiesa dell'architetto Fucsas. Curioso il fatto che nessuno o quasi la conosca con il suo vero nome, ma con quello dell'Architetto. Di certo le forme "pure" lasciano davvero poco alla immaginazione ed alla bellezza di cui sopra.

Possiamo provare a definire quali potrebbero essere le caratteristiche dell'architettura ecclesiastica e dell'arte sacra ivi presente?

Prima di tutto la chiesa è la casa del Signore, il posto della sua dimora terrestre, creato sullo stile delle cose del paradiso ed esso stesso una sorta di paradiso visibile e concreto.

Ab origine, sin dalle prime strutture, i nostri antenati si sono prodigati per erigere templi splendidi, solenni. Le loro devote mani eressero in tempi di terribile penuria, le splendide cattedrali ed abbazie del Medioevo. E questo concetto è rimasto come pietra angolare a fondamento della costruzione di ogni chiesa che nel passato ha illuminato con la sua bellezza la Cristianità.
Essi, gli architetti, gli artisti ed artigiani del passato, stavano costruendo la casa del Signore ed in quest'opera profondevano tutte le loro risorse, tecniche, di esperienza e di sacrificio. Le meraviglie dell'arte che ben conosciamo, i manufatti dell'arte sacra arredavano , arricchivano e contestualmente mostravano la devozione di chi li realizzava. Vi era la consapevolezza che quella non fosse solo un'opera commissionata, ma un luogo speciale.
Vi è una notevole divergenza tra i principi della Tradizione e quelli attuali. In ogni caso, non vi era posto per la sciatteria o il minimalismo. Basterebbe davvero poco per operare un recupero sincero dei principi ispiratori dell'arte e dell'architettura Cristiana, per poterli riproporre oggi validamente, senza la necessità di dover necessariamente costruire chiese in finto romanico per poterle definire tali.

Inoltre, la chiesa è un luogo dedicato in via esclusiva alla celebrazione dei misteri della fede.

La chiesa è il tempio, eretto intorno all'altare, subordinato ad esso, in cui l'altare stesso ne è fulcro. Avete mai riflettuto sul fatto che l’altare oggi è sempre meno luogo del sacrificio?
E’ una differenza molto marcata rispetto ai progetti del passato, in cui la magnificenza delle decorazioni aumentava proprio nella zona del vero santuario, costituito da altare e tabernacolo.
Per secoli le nostre chiese sono stati stupendi scrigni di tesori, in cui ogni vaso sacro, ogni statua e dipinto, ogni paramento ricamato e decorato, parlava di una devozione personale dell'artista ed artigiano ancor più che della propria capacità produttiva.
Inutile poi andare a considerare la scarsa qualità dei materiali impiegati per l'architettura e le sacre suppellettili stesse.
Per tutte queste considerazioni, sembra incredibile che negli ultimi tempi, questi principi di fondo siano stati del tutto ignorati da coloro che dovevano sovraintendervi. Sono stati costruiti spesso auditorium con  palchi invece che chiese con altari !

Ancora, la chiesa deve creare una emozione ed una tensione spirituale attraverso la Bellezza.

L'arte può svolgere la straordinaria funzione di sollevare la mente degli uomini dalle incombenze della quotidianità, e predisporli alla contemplazione dei misteri della fede, in più vicina adesione con Dio.
Il potere dell'arte in questo senso è incommensurabile. Eppure, quasi come ai tempi della Riforma e delle chiese dei Puritani, tendiamo ad arredare sempre più di frequente le nostre chiese con pareti bianche, arredi essenziali, freddi, dimentichi del fatto che nulla come la bellezza delle forme architettoniche, i riflessi luce delle vetrate, i paramenti degni, le statue scolpite a mano possa veramente sollevare l’animo dell’uomo e predisporlo alla reale comprensione della Liturgia.
L’arte è stata e sarà il più grande ed efficace strumento per trasmettere il Mistero divino che la chiesa possa avere, a dispetto di antichi e moderni iconoclasti.
L’arte è e resta la più elevata manifestazione delle cose divine e solo attraverso la forza spirituale dei colori, dei giochi di luce ed ombre, dell’armonia di forme e colori, attraverso tutte le sue forme,  la religione può trovare al contempo l’espressione più piena ed il più potente incentivo.
L’architettura armoniosa, l’arte sublime e gli splendidi rituali  che si sono sviluppati  sotto l’influenza della cristianità sono l’espressione visibile delle emozioni ed aspirazioni che la fede genera nell’uomo.
L’arte è al tempo stesso il fiore ed il frutto della sue epoca, la sua migliore manifestazione, la sua garanzia per il futuro, il suo fertile seme che ha bisogno di cadere su un suolo buono per farlo  crescere ancora più forte e sano.
Il design di massa deve la sua esistenza alle condizioni e gusti sociali, laddove invece la sensuale arte che generò lo splendore degli edifici di Venezia, doveva la sua esistenza allo stile di vita di quella società.
Ma l’arte sacra è davvero tale, solo quando lo spirito religioso diventa predominante su tutti gli altri aspetti.
Quella parte della Chiesa che rigetta deliberatamente l’ausilio della vera arte sacra nel suo ministero, lo fa a suo rischio e pericolo.
Dovremmo farla finita con queste  costruzioni caotiche ed astruse e costruire ancora una volta chiese che per la loro stabilità, bellezza e capacità comunicativa del progetto iconografico, siano non solo degne  come tempio di Dio, ma anche capaci di mostrare all’uomo il mistero e la sublimità della fede Cattolica, soddisfare il suo soffocato desiderio di arte e bellezza ed elevarlo nelle proprie convinzioni spirituali.

 Il quarto e meno importante elemento per la costruzione di chiese  è quello che invece generalmente viene considerato preminente, ovvero la necessità di costruire un luogo in cui l’assemblea possa convenientemente ascoltare  il ministro di Dio.

Definire questo come l’ultimo in ordine di importanza tra gli aspetti dell’architettura sacra, non significa che questo debba essere sacrificato agli altri tre.
La chiesa perfetta è quella che è al tempo stesso un perfetto santuario, tempio ed auditorium.
Pertanto anche l’audio, l’impantistica, l’illuminazione devono essere ben calibrate, ma con il fine di concorrere a rendere più spiritualmente vivibile la chiesa stessa, non a renderla un gran bel teatro.

Hai mai riflettuto sul divario estremo tra lo spirito del passato e l’attuale ?

So bene che l’obiezione più comune resta quella secondo cui non dobbiamo guardare indietro ai vecchi stili, ma ragionare con gli occhi moderni. E questo è sacrosanto. Ma moderno significa sciatto ? Moderno significa solo catena di montaggio ?
Perchè invece non realizzare opere moderne, ma basate sui valori di sempre ?
Non è impossibile innovare nella tradizione, ma ci vuole coraggio e consapevolezza. Ci vuole la consapevolezza non di chi si appresta a produrre « qualcosa » , ma la preparazione di chi definisce un chiaro Progetto Liturgico.
Che sia una semplice stola – sulla quale ricordarsi di ricamare la croce come mi ricorda don Franco A. sempre attento ai miei articoli- o un altare, il mio metodo non cambia, perché in una chiesa tutto contribuisce a rendere degna la liturgia, anche un particolare.

Gli uomini di Progetto Liturgico sono designer, artisti ed artigiani, non commercianti d’arredi sacri.

Vincenzo Busco

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