UNA QUESTIONE DI STILE LITURGICO
Lo stile liturgico di un uomo di chiesa non è un aspetto secondario
In tempi di sciatteria, nessun proverbio è più osannato del "l'abito non fa il monaco". In molti si appellano a tale saggezza popolare per giustificare la poca attenzione alle vesti liturgiche, mostrando invece grande attenzione a molti altri particolari costosi della vita di ogni giorno.
Ma lasciate che vi dica chiaramente una cosa : un uomo di stile, lo riconosco tra mille anche quando mi chiede un consiglio su di una nuova veste liturgica.
A questo punto immagino l'insurrezione dei 1000 benpensanti che leggono il mio blog pronti a scrivere infuocate email in cui affermano che a trionfare dovrà essere la semplicità, ma l'errore di fondo compiuto resta sempre lo stesso : voi confondete la semplicità con il pauperismo !
Uno stile liturgico semplice
Ho lavorato in questi ultimi giorni ad una dalmatica viola per l'imminente Quaresima. Il diacono che me l'ha commissionata è un uomo semplice che mi ha manifestato da subito il suo stile personale. Questo lungi dall'essere centrato sull'ostentazione è invece basato sull'idea di sobrietà ed eleganza.
Un uomo semplice con uno stile personale sobrio ed elegante : non è un controsenso, anzi dovrebbe essere scontato.
Stile personale e stile liturgico
Il sacerdote o il diacono che partecipano attivamente al rito non possono tenere distinti lo stile personale da quello liturgico. Posto che sono contrario alla creatività liturgica di taluni e considerato dunque che il celebrante ed il concelebrante debbano attenersi alle rubriche, tanti "particolari" rendono evidente ai fedeli quale attenzione egli metta nel rito.
Non venite a raccontarmi che vedere un sacerdote celebrare la messa con le ciabatte, pantaloncini corti e un camice di plastica con una stola multicolor sia la medesima cosa che vedere un uomo degnamente vestito, con una camicia, pantaloni ed un camice ( oltre alla casula ) puliti e sobri.
Lo stile liturgico personale nella scelta del paramento
Se l'essere vestiti in modo decoroso è una prima necessità, la seconda è legata alla scelta del paramento più adeguato per se stessi e nell'ambito del contesto in cui si celebra.
Taluni continuano a rimanere impantanati nell'associazione DEGNO = SFARZOSO . Nulla di più sbagliato. Certo, puoi farti trascinare da certe tendenze, certe mode e propendere per dei paramenti vistosi esponendoti oltretutto alle critiche dei fedeli o puoi fermarti a valutare cosa sia realmente un PARAMENTO DEGNO.
Un paramento degno è quello che massimamente valorizza la persona del celebrante o del concelebrante nel rito come parte integrante della comunicazione mistagogica. Attraverso il paramento il celebrante si prepara ( paramento deriva dal latino paratus ) alla discesa di Dio.
Lo stile liturgico non prevede la sciatteria
Non è riportato in nessuna rubrica il riferimento alla necessità di una veste liturgica lussuosa, ma tutto fa riferimento alla nobile semplicità. Tale riferimento esclude dunque necessariamente l'utilizzo di vesti inadeguate.
Quando lo stile personale sobrio ed elegante di un uomo incontra la consapevolezza del ruolo che egli ha nel rito, allora questi porrà la massima attenzione a quanto sceglierà di indossare durante la celebrazione.
La foggia e la vestibilità del paramento
Esse non sono fattori relativi, bensì determinanti. Ad ogni corporatura si adegua solo un certo tipo di vestiario. Una giacca taglia 48, mal si adegua ad un uomo con la corporatura tg 52 a meno che l'obiettivo sia essere buffo.
Così una dalmatica standard prodotta in serie mal vestirà una corporatura robusta. I più considerano che trattandosi di un paramento va comunque bene "buttarsi addosso " quel che si trova, ma un uomo che ha consapevolezza del proprio stile liturgico personale propenderà per una dalmatica fatta con misure adeguate.
I tessuti ed i decori
In fase di scelta di una giacca o di un pantalone, anche i meno esperti toccano con per sentire la " mano " del tessuto. I più avveduti leggono l'etichetta composizione, gli uomini attenti chiedono di conoscere l'esatta composizione del tessuto prima che questo venga impiegato per realizzare il proprio abito.
Ancora una volta, queste abitudini sembrano svanire dalla mente del sacerdote quando questi si appresta ad acquistare un paramento.
Ma stile liturgico significa cercare anche un tessuto ed un decoro che lungi dall'essere un vezzo personale, possano ben coordinarsi con il resto dei paramenti e delle sacre suppellettili presenti in chiesa.
E' sempre una questione di stile
Lo stile personale e quello liturgico si incontrano nell'uomo di chiesa e diventano inscindibili, con buona pace di coloro che danno una visione estremistica e faziosa del celebre proverbio di cui al primo paragrafo. Ed a poco servirà continuare a dire che le cose belle costano troppo : realizzare un paramento su misura in sartoria con materie prime italiane e manodopera italiana costa certo più di qualcosa fatta in Cina, ma molto meno di molta merce di dubbia qualità e gusto presente in gran parte del circuito commerciale nazionale.
VINCENZO BUSCO






Αγαπητε μου,
Πραγματικα πιστευω ότι ο Κυριος , φωτιζει το μυαλο σου κ οδηγει τα χερια σου δημιουργοντας εργα Τεχνης για την Δοξα Του…
π. Δημητριος
Grazie padre Dimitros,
credo che ogni sforzo debba essere indirizzato alla creazione di opere sempre più belle per la Sacra Liturgia!
Vincenzo Busco