Papa Francesco : il Summorum Pontificum non si tocca.
La "ventata innovativa" giunta con l'elezione al soglio pontificio del gesuita Jorge Mario Bergoglio, ha spiazzato tutti ancora una volta.
Anche coloro che l'aspettavano.
E allora accade che nonostante le richieste o forse meglio le segnalazioni portate dalla delegazione dei Vescovi pugliesi giunti a Roma per la consueta visita ad limina apostolorum, Papa Francesco abbia escluso di vanificare il Summorum Pontificum promulgato da Papa Benedetto XVI nel 2007.
Il Summorum Pontificum va cancellato? Per Papa Francesco no. Almeno per ora.
Pare che la messa in rito antico stia portando divisioni all'interno della chiesa. Per lo meno questa sembra essere la preoccupazione di taluni.
Ma a questo punto direi che il meno preoccupato sembra essere proprio il Pontefice.
Pare che Papa Francesco, pur invitando i vescovi e mantenere gli occhi ben aperti su certe derive tradizionalistiche ( vescovi che farebbero bene a tenere gli occhi apertissimi anche su talune anomale derive ad esempio dei gruppi neocatecumenali ), abbia comunque affermato che la tradizione non vada lasciata nei libri di storia della Chiesa, ma mantenuta viva e operosa, poichè condizione essenziale per giungere alla tanto agognata innovazione.
Altrimenti rischieremo di non poter più parlare di innovazione, ma di creazione . E questo non è proprio ciò che il Vaticano II ci ha consegnato.
Ecco dunque, pare potersi finalmente gettare una giusta nuova luce sul concetto di tradizione.
La tradizione va intesa come un vivo movimento di trasmissione del depositum fidei, che è anche all'origine della riforma liturgia del Concilio Vaticano II.
Dunque il paziente lavoro di Papa Benedetto di recupero dei tanti simboli liturgici, non deve essere archiviato.
Poichè esso non costituisce un attacco alla modernità. E di quale modernità parliamo?
Perchè intendiamoci : se la messa "moderna", evoluta, vicina alla gente e sobria è quella celebrata durante le esequie di don Gallo, a base di striscioni, bandiere, applausi seguenti alle orazioni e paramenti liturgici quanto meno strani ( ad essere moderato), bhe allora stiamo messi davvero male.
Insomma, una lezione quella di Papa Francesco che potrebbe non piacere a tutti.
Per me un'indicazione molto utile : la nobile semplicità nello stile celebrativo ( e già qui si entra in un campo minato, poiché la liturgia non è degli uomini, ma di Dio e pertanto lo stile personale è un concetto molto relativo) non è in antitesi al valore della tradizione o meglio al recupero della stessa.
Ma il dibattito non si conclude qui. C'è da scommettere.


