Moretti ai sacerdoti: «Basta messe rock»
Nel piano pastorale i «suggerimenti» ai parroci .No a celebrazioni folkloristiche, sì al silenzio
SALERNO — Nessuna "Messa rock" a Salerno, piuttosto celebrazioni sobrie e rispettose della tradizione liturgica. È un richiamo forte e chiaro quello espresso nel piano pastorale per il 2012 della diocesi di Salerno, documento che contiene una lunga serie di "indicazioni operative" dedicate alla corretta celebrazione della solennità liturgica domenicale. Un impegno sintetizzato dalla citazione di un passo di Giovanni Paolo II con cui il pontefice invita a non "confondere la celebrazione della Domenica, che dev'essere una vera santificazione del giorno del Signore, con il "fine settimana", inteso fondamentalmente come tempo di semplice riposo o di evasione". Di qui i "suggerimenti" rivolti da monsignor Moretti in primis ai sacerdoti chiamati alla celebrazione della messa: si parte dall'invito a riscoprire la sacralità domenica, a coinvolgere i ragazzi e le famiglie nella preparazione della solennità domenicale, per arrivare ad indicazioni ben più stringenti sulle modalità con cui concretamente officiare la celebrazione.
Ed è proprio questo l'aspetto più interessante del capitolo del piano pastorale dedicato alla celebrazione dell'eucaristia: il documento, infatti, respinge senza mezzi termini quegli aspetti della celebrazione più vicini all'esperienza protestante nordamericana che a quella genuinamente cattolica: «L'Eucaristia -si legge- è l'apice della vita cristiana, la realtà più sacra: non sia assolutamente banalizzata; si eseguano canti liturgici appropriati, evitando originalità folkloristiche». E quali siano queste "divagazioni" è presto detto: applausi, processioni offertoriali stravaganti, gestualità non consona alla solennità della celebrazione. Insomma, tutto il repertorio messo in campo da qualche sacerdote convinto della necessità di dover "modernizzare" la celebrazione della messa per renderla più attraente nei confronti di fedeli sempre più distratti. Un rimedio, o presunto tale, alla riduzione delle presenze nelle chiese che non sembra essere condiviso in Curia. Piuttosto sono altre le indicazioni contenute nel piano pastorale, tutte dal sapore decisamente più tradizionale. Si va così dall'invito a "curare la bellezza della celebrazione eucaristica in ogni sua parte rendendola viva, coinvolgente", alla riscoperta del silenzio come "condizione primaria per favorire un clima di preghiera e una partecipazione attenta e devota".
Altro richiamo forte, che non può non colpire chi ha avuto la ventura di assistere a celebrazioni "minimaliste" della messa domenicale", è quello all'attenzione nella preparazione del luogo sacro destinato ad ospitare la celebrazione: "si curi -si legge nel piano pastorale- il decoro dell'aula liturgica, delle suppellettili, degli arredi sacri, poiché la bellezza esterna facilita l'elevazione dell'animo fino alla bellezza di Dio, di cui la liturgia è segno, evitando sciatteria e improvvisazione". Non manca, infine, un monito ai sacerdoti: "preparino adeguatamente l'omelia", ribadisce il documento della Diocesi salernitana. Indicazioni apparentemente banali, che tuttavia tali non sono se ci si ferma a riflettere sul proliferare di celebrazioni a dir poco stravaganti che le cronache registrano in questi ultimi tempi.
Fonte Corriere del Mezzogiorno


