Liturgia e Vaticano:messaggio per la settimana liturgica, e prossimo incontro con i lefebvriani

Il Vaticano convoca i lefebvriani. L’appuntamento è per il 14 settembre, per provare a raggiungere una sintesi di due anni di faticoso dialogo verso la ricomposizione dello scisma e il raggiungimento della piena comunione. La data è di quelle significative, in quanto cade nel quarto anniversario dell’entrata in vigore del motu proprio “Summorum Pontificum” con cui il Papa ha concesso ai lefebvriani di usare il Messale antecedente la Riforma liturgica del 1970, una delle condizioni da essi poste per l’inizio del dialogo. L’altra, la remissione della scomunica vigente dal 1988, è stata accordata da Benedetto XVI nel gennaio 2009. Tra i nodi al centro dei colloqui di questi anni, ci sono la ricezione completa del Concilio Vaticano II, in modo particolare per quel che riguarda l’ecumenismo, la riforma liturgica, la libertà religiosa, e l’accettazione del magistero dei Papi successivi l’Assise. Proprio oggi è stato diffuso il Messaggio del cardinale Segretario di stato, Tarcisio Bertone, in occasione della 62sima Settimana liturgica nazionale, in corso a Trieste (22-26 agosto) sul tema “Dio educa il suo popolo. La liturgia, sorgente inesauribile di catechesi”.
“Questo primato di Dio nell’azione liturgica era stato evidenziato dal servo di Dio Paolo VI alla chiusura del secondo periodo del Concilio Vaticano II mentre annunciava la proclamazione della costituzione Sacrosanctum Concilium”: ecco il punto di riferimento imprescindibile della Riforma liturgica i cui semi – già posti con il pontificato di Pio X e con il movimento liturgico di inizio secolo XX, e maturati sotto Pio XII – fioriranno con Paolo VI, sfociando, tra l’altro nella revisione del Messale. Prosegue poi Bertone: “È necessario approfondire sempre meglio il rapporto tra catechesi e liturgia, rifiutando, tuttavia, ogni indebita strumentalizzazione della liturgia a scopi ‘catechistici’”. Infatti “la stessa celebrazione liturgica, senza perdere la sua specificità, possiede sempre un’importante dimensione catechetica.
La liturgia può essere chiamata catechesi permanente della Chiesa, sorgente inesauribile di catechesi, preziosa catechesi in atto”. Alla riunione in n Vaticano saranno presenti i vertici della Commissione Ecclesia Dei – il cardinale Qilliam Joseph Levada e monsignor Guido Pozzo - e i vertici della Fraternità San Pio X: il superiore generale monsignor Bernard Fellay e i suoi collaboratori, Niklaus Pflunger e Alain-Marc Nely. La Commissione Ecclesia Dei è nata nel 1988 per volontà di Giovanni Paolo II per sanare lo scisma di monsignor Lefebvre dopo la scomunica per le ordinazioni illecite. Per volere di Benedetto XVI, nel 2009 – dopo la remissione della scomunica - è stata inglobata all’interno della Congregazione per la dottrina della fede. Nell’ottobre successivo sono cominciati i colloqui dottrinali, che si sono conclusi qualche mese fa. Il Vaticano proverà a “chiudere” la questione, mettendo nero su bianco i punti imprescindibili perché una dottrina possa dirsi cattolica, e sottoponendo ai vertici della Fraternità una sorta di “protocollo d’intesa”. Solo se i lefebvriani accetteranno il Concilio Vaticano II sarà possibile procedere alla sistemazione canonica della Fraternità, per cui già da tempo è circolata la voce di un modello simile a quello degli Ordinariati creati per accogliere gli anglicani.
Articolo di  Elena Pucci