Tettamanzi-Scola, l’ incontro tra uomini diversi con una sola linea
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| Il simbolico passaggio delle consegne( foto Il Giorno.it) |
MILANO - Uno, Dionigi Tettamanzi, è il cardinale delle centinaia di mani strette alla fine di ogni messa. L' altro, Angelo Scola, è quello che per spiegare cos' è il desiderio di Dio cita disinvoltamente Matrix e Von Balthasar, Sant' Agostino e i fratelli Coen. Eppure il primo è stato professore di teologia morale del secondo: come ha ricordato lo stesso ex studente Scola ai diecimila ragazzi lombardi venuti ad ascoltarli entrambi venerdì a Madrid per la Giornata mondiale della gioventù. Il primo, ancora, è quello che ogni volta in cui parla, anche di argomenti forti come la pervicace difesa dei «diritti dei deboli» costatagli anni di attacchi leghisti ai limiti dell' insulto, ha sempre l' aria gentilmente timida di chi pare ogni volta scusarsi per il disturbo: ma senza mai rinunciare a una virgola del suo dire. Il secondo è quello che maneggia microfono e retorica con il fare consumato di un attore: ma sempre funzionale alla comunicazione di un «contenuto». Tettamanzi, quando arrivò a Milano per succedere nel 2002 al cardinale Martini, fu preceduto da una fama di «normalizzatore di destra»: poi la sua parola più ricorrente come arcivescovo di Milano è stata «dialogo». Scola, che ora ne prende il posto, in passato si prese più d' una critica da sinistra per uno dei suoi ultimi interventi al Meeting ciellino di Rimini che gli diede fama di «troppo filogovernativo»: ma è lo stesso che con la fondazione e l' omonima rivista Oasis, per esempio, ha elevato a modello il concetto di «meticciato». Ecco, per certi aspetti è senz' altro vero che i cardinali Dionigi Tettamanzi (che ufficialmente lascerà Milano l' 8 settembre) e Angelo Scola (che vi arriverà come nuovo arcivescovo il 25) non potrebbero essere più differenti: e i diecimila che in un' atmosfera tra l' esercizio spirituale e il concerto pop hanno assistito al loro simbolico passaggio di consegne non avrebbero potuto prenderne atto meglio. Ma i cori affettuosi con cui li hanno avvolti entrambi sono anche il segno visibile di una sostanza più profonda: e cioè la «continuità» che, salvo sorprese allo stato difficili da individuare, dovrebbe caratterizzare il cambio ai vertici della più grande diocesi del mondo. A cominciare dalla comune scommessa sui giovani: «Anche quando il mondo adulto vi delude - ha detto loro Tettamanzi - non rinunciate mai a lottare per la giustizia, l' uguaglianza, i diritti di tutti». «Non dimenticate mai che voi siete meglio», ha ripreso Scola. E una sorta di passaggio di testimone al contrario avverrà anche al Meeting riminese di quest' anno: Scola era stato tra i relatori d' onore del 2010, giovedì prossimo lo sarà proprio Tettamanzi. Del resto il primo impegno assai concreto che una continuità la richiederà di sicuro e che Scola troverà sul tavolo a Milano è lo scherzetto da un milione di persone - numeri che si avvicinano a quelli di questi giorni a Madrid per il Papa - che poi sono quelle previste per l' Incontro mondiale delle famiglie in programma l' anno prossimo nel capoluogo lombardo: e che sarà chiuso, anche quello, con l' arrivo del Pontefice.
L'articolo di Paolo Foschini nella versione integrale è disponibile su www.corriere.it


