Chiesa: Oss.Romano, chi e’ contro liturgia Concilio e’ fuori da Chiesa

Papa Paolo VI
(ASCA) - Citta' del Vaticano, 31 ago - La riforma liturgica del Concilio Vaticano II, ''come tutto il grande movimento di rinnovamento del concilio, e' un dato di fatto, un criterio acquisito, fa parte della storia della Chiesa, e' Tradizione allo stato puro. Tutto cio' che vi si oppone e' semplicemente fuori dall'orizzonte che la Chiesa si e' data, non puo' quindi nutrirsi ad alcuna fonte certa'': e' quanto si legge oggi sull'Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede, in un articolo di Pierangelo Chiaramello, dello Studio teologico di Fossano, dal titolo ''Quella riforma pienamente montiniana'', che ricostruisce il pensiero di papa Paolo VI sulla riforma liturgica. L'articolo esce mentre in Vaticano si attende ancora una risposta da parte dei tradizionalisti lefebvriani, legati alla liturgia tridentina in latino.
''Il rinnovamento liturgico promosso dal Vaticano II - scrive Chiaramello - ha certamente trovato in Paolo VI un autentico promotore e interprete. Egli ha voluto dare l'avvio alla riforma liturgica, precisarne i criteri, mantenerne l'impulso, farne studiare a fondo le questioni, definirne il progetto, spiegarla al popolo di Dio, difenderla da attacchi ingiustificati, cogliendone ogni volta i punti chiave, e soprattutto la rilevanza per la vita della Chiesa, sollecitando il popolo di Dio, in molteplici occasioni, ad accoglierne il principio fondamentale: la partecipazione attiva. Per Giovanni Battista Montini il binomio liturgia-Chiesa e' indissolubile, come luogo eminente di esperienza cristiana viva. Il rinnovamento liturgico configura un volto sempre piu' autentico della liturgia, per dare un volto sempre piu' autentico alla Chiesa''.
Fonte Asca