Interventi diversi, in luoghi diversi.

L'approccio alla progettazione di un'arredo o di una sacra suppellettile, risente inevitabilmente del contesto in cui esso deve essere collocato. 
Tale è certamente il principio guida di tutti coloro che sono chiamati ad intervenire. Tutto sommato esso è un criterio di buon senso, ma operare nel luogo sacro, impone la comprensione e non solo la mera conoscenza della finalità per cui si sta operando.
Tutto ciò che compone l'arredo nel senso più ampio, dal materiale iconografico al paramento, fa parte di quella forma di comunicazione mistagogiga che è specifica della liturgia. 
La comunicazione è mistagogiga quando prepara, guida, inoltra il fedele al mistero. 
E l'arte, quella liturgica, il bello nella liturgia contribuiscono alla comunicazione. Non può essere diversamente. o meglio, non dovrebbe esserlo.
Ho voluto fare tale precisazione per presentare il mio punto di vista sull'argomento. Chi mi conosce, i miei clienti, lo apprezzano e si affidano al mio studio. 
Molti altri "potenziali clienti" non hanno le idee ben chiare sull'argomento, così come ahimè troppi produttori di arredi sacri, ben lieti di produrre volumi elevati e prodotti standardizzati, che per loro stessa natura rispondono al criterio della moda e dell'abbattimento dei costi più che della specificità e coerenza liturgica.
Ma tant'è.
Io vado avanti per la mia strada ed in tal senso voglio presentare un paio di lavori recentemente consegnati.
In entrambi i casi , sono stato chiamato a realizzare elementi decorativi per ambone ed altare. Pur nella medesima richiesta, non potevo non lavorare in due contesti più diversi.
Nel primo caso una cappella modernissima, ultimata poco tempo fa, ubicata in locali costruiti in cemento. Solo l'arredo interno, attentamente seguito dal Sacerdote, ha permesso di trasformare quei locali in una cappella. 
All'opposto, l'altra chiesa è di barocca memoria, antica, molto ben tenuta, con altari di scuola napoletana e stucchi classici del barocco napoletano di Puglia. La sfida come al solito era intrigante e mi ci sono lanciato a capofitto.
Nella chiesa più antica delle due, volevo creare in perfetta sintonia con il parroco, un palliotto per la mensa ed altare maggiore, con un motivo "classico" rivisitato. Un palliotto ricamato, da richiesta con pietre ma non  in numero eccessivo, di colore dorato.
Il motivo classico alla base della mensa ed il ricamo
In tanto sono partito dal motivo decorativo : una croce "floreale" presente sul marmo della mensa, molto frequente negli altari dell'epoca. Ho ripreso il motivo e l'ho lavorato, aggiungendo altri elementi, stilizzando il tutto, per renderlo più omogeneo. Dovendo creare un palliotto lungo quasi 4 metri, ho preferito poi scomporre il decoro principale in uno più piccolo secondario, che fungesse da elemento intermedio per dare continuità. Distanziando il tutto di circa 2 cm, il ricamo si presenta omogeneo, coerente, non pesante. La soluzione mi piaceva molto, ed anche al sacerdote.
In primo piano la mensa, dietro l'altare maggiore 
Tutto sommato la scelta del tessuto è stata abbastanza semplice, poichè la lana papale, con il suo colore giallo esaltato dalla lamina metallica dorata, rende un perfetto effetto cromatico e non "mangia" il filato oro giallo con il quale intendevo realizzare il ricamo. Si presta bene tra le altre cose, anche al tombolo dorato che percorre tutto il profilo dell'opera. Ed in ultima analisi la scelta delle pietre: il parroco voleva sobrietà ed elegante discrezione, garantita certamente dalle perle bianche. Io ho un pò forzato la mano, proponendo piccolo cristalli dal color acquamarina per il modulo centrale, poichè tale nuovo arredo era pensato per le festività mariane... si lo so, il celeste non è un colore liturgico, ma in questo caso consentitemi lo strappo alla regola!
Con la medesima tecnica ho creato entrambi i palliotti, ovvero per mensa ed altare maggiore. Entrambi foderati e decorati anche sul retro, non certo un mero pezzo di tessuto ricamato a macchina industriale con tutti i fili della cucitura visibili.... e non è una cosa scontata! 
Per questioni di spazio vi rimando alle foto al mio sito , dove potrete meglio saggiare il lavoro .
Molto diverso invece l'altro contesto in cui dovevo operare. Ecco come si presenta priva di tovaglie e suppellettili, la zona della mensa e dell'ambone:
Gli interni della cappella
Ambiente moderno, con un ciborio che richiama quello presente nella basilica di San Nicola a Bari, base della mensa e dell'ambone di forma trapezioidale in marmo. 
Ed ora come operiamo, classico, moderno, che si fa? Alzo gli occhi e vedo sul soffitto quella specie di croce ottenuta con l'incrocio delle diagonali del soffitto stesso ed evidenziate dalle aperture.
Il bozzetto del copriambone (sopra) e del palliotto  
Dunque, in prima analisi: assenza di motivi geometrici precisi ad eccezione del soffitto, assenza di motivi floreali, ambiente modernissimo ed espressa richiesta di non coprire tutto il marmo dell'ambone e della mensa. Bhe allora, la soluzione non può che passare da una rivisitazione della croce geometria sul soffitto, replicata sul copriambone e sul palliotto. Da realizzarsi entrambi in modo coerente, su un tessuto sobrio, bianco, che consenta linee dritte, decise, senza troppi fronzoli.
Non ho avuto dubbi sul tessuto : un cady di seta color avorio. Gli elementi decorativi sono stati ricamati in filo oro bianco ed entrambe le opere sono bordate con un tombolo dorato molto delicato e traforato.
Ho usato a dire il vero molti cristalli rossi e perle bianche, ma combinate in modo adeguato , non hanno appesantito l'opera, definita anzi dal sacerdote "elegantemente sobria, quasi francescana".
La croce sul soffitto e quella sul copriambone
In questa che può apparire una realizzazione estemporanea, l'elemento centrale è nella sua valenza, la croce. Più grande dove c'è maggior spazio, più piccola nel palliotto. Ma sempre la croce guida la mia opera. L'uso coerente di oro bianco e seta bianca, contribuisce a rendere ancor più elegante il tutto.
Copriambone e palliotto sullo sfondo
Anche in questo caso rimando il lettore alle pagine del mio sito in cui sono visibili i particolari dell'opera .
Come sempre, non mi aspetto che il mio intervento possa piacere a tutti. Certo mi riempie il cuore vedere il viso del committente e dei parrocchiani felice nell'osservare il lavoro finito. 
Ma al solito credo che la cosa più importante sia il mantenere un principio nel lavoro. Esso nel mio caso è creare opere su misura che esaltino ciò che già c'è, che contribuiscano con la loro bellezza a rendere più efficace la comunicazione dei segni e della parola nella liturgia. 
Come al solito, la produzione industriale, non è di mio interesse.
Al prossimo lavoro!
Vincenzo Busco - Progetto Liturgico