I PARAMENTI SACRI E LA CASULA PER NATALE
Prepariamo la sacrestia per la nascita di Cristo:
i paramenti sacri e la casula per Natale
Tra un mese festeggeremo e celebreremo con gioia la nascita di Cristo. Proprio pensando a questa festività oggi voglio dedicare una riflessione e offrirti qualche consiglio su come preparare in modo degno e solenne uno degli eventi più importanti del calendario liturgico.
Sul Natale e sul suo significato, sul suo simbolismo e sulla sua tradizione sono stati scritte talmente tante pagine, che probabilmente non saremmo neppure in grado di contarle tutte. Eppure non è facile descrivere il grande mistero dell’Incarnazione di Dio: in fondo, come scrive Giovanni, “non basterebbero tutti i libri della terra”.
Focalizziamo allora l’attenzione su di noi. Noi credenti, in questa circostanza, annunciamo una grandissima gioia. Diciamo: ecco il nostro Dio. Oggi è nato il nostro Salvatore Cristo: questa è la nostra gioiosa certezza. Questo è l’evento solenne che siamo chiamati a ricordare, celebrare e testimoniare.
La bellezza di Dio che si fa uomo
Come ci ricordava papa Benedetto XVI, durante l’omelia del Natale 2011, la lettera di san Paolo a Tito inizia solennemente con la parola “apparuit”, che ritorna poi di nuovo anche nella lettura della Messa dell’aurora: apparuit significa “è apparso”.
È questa una parola programmatica con cui la Chiesa vuole esprimere l’essenza del Natale.
Prima della venuta di Cristo, gli uomini avevano parlato e creato immagini umane di Dio in molteplici modi. Ma con la venuta di Cristo è avvenuto qualcosa di più: Dio è apparso. Si è mostrato. È uscito dalla luce inaccessibile in cui dimora ed è venuto Egli stesso in mezzo a noi. Questa, secondo la lezione di papa Benedetto XVI, era per la Chiesa antica la grande gioia del Natale: Dio è apparso.
Dio ha deciso di mostrarsi. Dio, con l’incarnazione in Cristo, ha deciso di diventare visibile agli occhi degli uomini.
E come decide Dio di mostrare agli uomini tutta la sua bellezza, una bellezza che è splendore della verità? Dio si fa bambino, e, come bambino, si mette fiduciosamente nelle nostre mani. Dio, secondo Benedetto XVI, dice quasi: so che il mio splendore ti può spaventare e intimorire. Ebbene, vengo dunque a te come bambino, perché tu possa accogliermi ed amarmi.
Il sacerdote come testimone della Chiesa
Uno dei compiti principali di ogni sacerdote è quello di essere messaggero del Vangelo, essere testimone di Cristo e della bellezza della Verità di fronte ai fedeli. Uno dei compiti più importanti di ogni sacerdote, quindi, è quello di essere anche degno testimone del mistero dell’incarnazione di Dio tra gli uomini.
E come si può testimoniare la bellezza di Dio in modo adeguato e consapevole? Non di certo, cedendo alle sirene e alle lusinghe del falso pauperismo. Come ben sai e come ho già avuto modo di dire, alcuni sacerdoti cadono in un duplice errore: da un lato sono vittime inconsapevoli dell’estetismo superficiale della nostra società, quell’estetismo che porta i sacerdoti ed i fedeli a fermarsi alla mera apparenza del paramento indossato, dall’altro restano succubi del pensiero dominante, quel relativismo secondo cui tutti i sacerdoti devono vestire in uno stesso modo. Devono vestirsi semplicemente, anche se sarebbe meglio dire in maniera sciatta e trascurata.
La nascita di Cristo e la solennità della celebrazione: la casula adatta per il Natale
Quindi possiamo ritenere adeguato celebrare la solennità della nascita di Cristo con una casula natalizia qualsiasi? Non credo proprio.
Credo anzi che quello sarebbe un modo poco consono e degno di santificare la bellezza di Dio che decide di apparire e mostrarsi all’uomo. Indossare una casula per Natale semplice o sciatta non è un buon modo per celebrare degnamente uno dei più importanti misteri della nostra Chiesa.
Una casula solenne, una casula per Natale
Le vesti liturgiche, come tutti gli altri segni usati nelle celebrazioni, possono diventare elementi che oscurano e nascondono anziché rivelare, come è la loro finalità più propria.
Se indossate dai sacerdoti fuori da certi contesti, per la loro preziosità, per la ricchezza dei loro ornamenti potrebbero non essere un richiamo alla gloria di Dio, ma soltanto ostentazione di vanità umana. D’altro canto, però, la sciatteria e la trasandatezza, come la vanità, sono distruttive per ogni segno.
La soluzione non sta quindi nell’eliminazione dei segni, come richiederebbe il falso pauperismo, ma nel farne un uso equilibrato. Ed è proprio tenendo a mente questi principi che progetto e disegno i paramenti sacri, in particolare modo le casule per Natale: una casula dorata come una casula bianca, come tutti gli altri paramenti sacri per il Natale, non sono certo il riflesso della vanità del sacerdote né esprimono il suo desiderio di lusso.
Tutt’altro. Una casula natalizia deve invece essere il simbolo visibile che glorifica nella maniera migliore la volontà di Dio di apparire e mostrarsi agli uomini. Indossare per la celebrazione della nascita di Cristo una casula natalizia solenne, quella che per i tessuti ed i decori usati, per la cura con la quale è stata creata testimonia la Sacra Liturgia, significa semplicemente, ma non banalmente, cercare di rendere omaggio nel modo più dignitoso e degno a uno dei misteri più gloriosi del Vangelo.
Su di noi splenderà la luce: la casula bianca e la casula dorata
Oggi su di noi splenderà la luce, perché è nato per noi il Signore.
Così leggiamo da Isaia nella messa dell’Aurora.
Ogni sacerdote consapevole del suo ruolo di testimone di fronte alla comunità dei fedeli deve portare anche nelle sue vesti e nei suoi paramenti quella luce. Deve far splendere quella luce nei colori e nei tessuti della sua casula natalizia: ecco perché, nel progettare le casule per il prossimo Natale, ho messo particolare cura nella scelta dei colori e dei tessuti.
Ho curato fin nel minimo dettaglio la progettazione della casule natalizie affinché, attraverso di esse, il sacerdote possa esprime il significato più profondo della nascita di Cristo.
E’ quindi sotto questa luce che ho posto il mio progetto: ho disegnato vesti e casule per Natale, che siano in grado di testimoniare la solennità del messaggio della Chiesa in un evento liturgico speciale. Un evento a cui, tra l’altro, partecipano anche molti fedeli che, in altri momenti dell’anno, come sappiamo bene, restano un po’ più distanti e assenti.
Tu sacerdote hai un ruolo da "giocare"
La celebrazione della nascita del Salvatore, dunque, è anche un’occasione per il sacerdote di riavvicinare alla parola di Dio quei fedeli un po’ smarriti e assenti. Ed ecco perché il sacerdote che ha scelto di vivere la sua missione con senso di grazia e sacralità testimonierà attraverso ogni segno e ogni dettaglio la bellezza di Dio che si fa uomo.
E tu come scegli di testimoniare di fronte ai fedeli la bellezza dell’incarnazione di Dio che si fa uomo e bambino? Hai già pronti i paramenti sacri adeguati e la casula solenne per il Natale?



