PULIRE I CALICI DOPO IL RESTAURO: 5 PRATICI CONSIGLI

I consigli più preziosi per pulire i calici restaurati

Ho deciso di scrivere questo articolo, partendo da un paio di richieste simili giunte in questi giorni, per parlare di un argomento "scottante": il corretto impiego di un calice dopo il restauro e come in generale pulire i calici sacerdotali.

PULIRE I CALICI: PARTIAMO AB ORIGINE

Fino a qualche tempo fa, la doratura del metallo veniva effettuata mediante il processo della laminatura a caldo. Esso aveva il pregio di garantire un "fissaggio" forte dello strato di oro sulla superficie metallica.
Lo svantaggio era l'estrema tossicità delle sostanze usate, massimamente cianuro, mercurio ed altri metalli pesanti.
Si decise di non usare più questa tecnica, poiché i danni arrecati all'ambiente erano gravissimi.

Questo vuol dire che oggi tali interventi si possono fare con il solo bagno galvanico. E' meno tossico, ma presenta lo svantaggio di non garantire un fissaggio forte dello strato di oro sul metallo.
E' con questa tecnica che oggi dobbiamo confrontarci, pertanto diventa fondamentale capire come usarla e cosa fare o non fare con una calice così trattato.

pulire i calici

Andiamo per ordine:

1- PROFESSIONALITA' DELL'OPERATORE

Affidatevi non ad un semplice "orefice", ma a chi si occupa professionalmente di bagni galvanici in grandi vasche e che sia di comprovata fiducia.
La coppa del calice può essere immersa per un tempo più o meno breve nella vasca. Un bagno al "risparmio" viene chiamato FLASH: si immerge la coppa e subito la si ritira fuori. In questo modo si applica la doratura ma in uno spessore minimo. Se la coppa deve essere messa in una teca e mai più usata, allora può andar bene.
Ma se quel calice dovrà essere usato, allora stai pur certo che lo spessore sparirà nel breve volgere di 3-4 impieghi "intensi".
Diversamente, la parte da dorare può essere lasciata per un tempo lungo nella vasca ed in questo modo lo strato di oro sarà più spesso (parliamo comunque di micron). Maggiore lo spessore, maggiore la resistenza allo strofinio e all'usura.

2-STATO DEL METALLO

Siccome le attuali dorature sono meno "efficaci" di quelle del passato, è importante vedere lo stato del metallo. Un metallo "poroso", perché magari non fuso bene o spurio, mal sopporterà il restauro, per quanto attenti si possa essere.
Voglio rimandarti questa immagine: HAI MAI VISTO UN MURO CON UMIDITA' DI RISALITA?
Se il problema è l'umidità, sarai costretto a stuccare e pittare il muro più volte all'anno, ma se non risolvi alla base il problema della risalita, sarà sempre tutto tempo sprecato.
Tieni presente che tra l'altro, prima di dare una nuova doratura, si andranno a raschiare dal metallo i residui della precedente. E questo di per se è un processo che indebolisce il metallo stesso.

Pertanto.
Devi valutare lo stato e composizione del metallo "nudo" ed accettare le eventuali limitazioni d'impiego future. Chi ti fa il restauro deve cercare di comprendere se ci possono essere dei limiti e comunicartelo prima.

NON DEVE DIRE CHE SARA' ASSOLUTAMENTE PERFETTO

pulire i calici

3-PULIRE I CALICI CORRETTAMENTE

Per tutto quello detto in precedenza, è DOVEROSO RISPETTARE LA REGOLA DI UN' ATTENTA PULIZIA .
A maggior ragione se il calice è restaurato (quindi la doratura è più debole), non si può pretendere di pulire i calici ( specie la coppa) perfettamente con il purificatoio!
Bisogna capire che c'è un limite tecnico che non si può non rispettare. Con il purificatorio SI DEVE ASCIUGARE, delicatamente e senza premere, l'interno della coppa.

La corretta procedura per pulire i calici prevede che la coppa debba essere pulita mediante acqua corrente tiepida e poi ASCIUGATA con un panno morbido.

In tutto questo non c'è strofinio forte contro le pareti. E' VIETATO (si fa per dire) PULIRE i calici (la coppa) con il tessuto!

4-VINO & ETANOLO

Posto come assunto di partenza che la doratura è debole, bisogna evitare di porla in contatto con sostanze aggressive.
Quindi così come non si devono usare detersivi, argentil, alcol e similari, allo stesso modo bisogna usare un vino leggero.
Il vino contiene ossidanti che reagiscono con il metallo ed il primo a farne le spese è l'oro.
GUARDA LE FOTO CHE HO PUBBLICATO POCO SOPRA.
Nella prima si vede una normale usura dell'oro. Nell'altra si vede al fondo una vera e propria zona circolare in cui non c'è più la doratura.
Vuoi sapere cosa è successo ?
Hanno preparato il calice con il vino un'ora prima della Messa. Ed il vino era un sangiovese con primitivo prodotto dai contadini locali (terra di Bari).
Ma questo vino ha letteralmente consumato l'oro!

La questione è in questi termini: non si deve assolutamente usare del vino "pesante", bensì uno blando, ma meglio il solito vino della Santa Messa che si trova nei negozi di articoli sacri.
Per inciso, io non ci guadagno niente dal dire questo poiché io non ne vendo, ma vi assicuro che questo è forse l'unico vino compatibile con le dorature.
E bisogna massimamente evitare di lasciare il vino nella coppa per lungo tempo: va versato sul momento.

5-PULIRE I CALICI DAL SUDORE

Il nostro sudore è un potente ossidante. Ormai io uso sempre i guanti quando metto le mani sul metallo. E' buona regola pulire i calici con un panno dopo l'utilizzo per togliere l'acqua ed il sale che costituiscono il nostro sudore.
Magari questo problema è più visibile sul fusto del calice o la parte esterna della coppa, ma è altrettanto importante prenderne atto.

TIRIAMO LE SOMME

Un calice restaurato è come una macchina d'epoca: il metallo non è progettato a vita eterna e l'usura lo indebolisce.
Se poi la fusione iniziale non è stata fatta bene, il problema sarà più marcato.
Salvaguardare queste opere talvolta uniche, significa certamente farle restaurare con le attuali tecniche da un professionista, ma anche entrare nella logica che il loro impiego dovrà essere diverso.

Si dovranno pulire i calici con molta più attenzione senza strofinarvi contro il purificatorio pretendendo di LUCIDARLO. Essi possibilmente dovranno essere usati meno frequentemente. La pulizia la si effettua facendovi scorrere dentro dell'acqua corrente ed asciugando il tutto con un panno morbido.

Questo garantirà un consumo omogeneo della doratura che apparirà sotto forma di raschi e perdita di lucentezza.
Questo tipo di consumo è lento e progressivo nel tempo, ma almeno il sacerdote non rischia di bersi lo strato d'oro!

RICAPITOLANDO:

1- affidati ad un professionista che ti dica quale sarà il risultato finale a partire dalle condizioni di partenza del metallo

2- affidati ad un professionista che non ha il braccino corto e ti lascia la coppa immersa per un tempo adeguato, facendo stratificare l'oro

3- pulire i calici restaurati, dedicandogli delle attenzioni particolari ed evitando comportamenti SBAGLIATI

Ora che sai cosa fare, puoi iniziare a pensare al tuo prossimo restauro.

Vincenzo Busco

PS: Se vuoi vedere alcuni dei lavori in argento che abbiamo realizzato qualche mese fa, allora segui QUESTO LINK