La liturgia alle soglie del precipizio.
Con molto interesse pubblico e traduco un articolo di David G. Bonagura, Jr, comparso sulla rivista telematica The catholic thing.org .
E' un articolo denso di riflessioni e considerazioni su un argomento ormai ampiamente dibattuto quotidianamente : lo svilimento della sacra liturgia.
I sostenitori di una forma di celebrazione della Messa più degna e decorosa non cessano di struggersi per quella o quell'altra riforma che riorienti la liturgia, per riprendere le parole del Padre Richard John Neuhaus, verso la Presenza Reale di Dio allontanando il popolo dal timor di Dio. Per utili che siano le riforme specifiche o complessive, esse non avranno alcuna efficacia fintantoché lo stesso spirito della Messa non si sarà evoluto. Ma l'idea di ricentrare l'atteggiamento spirituale attuale su un culto solenne induce il timore d'un "precipizio liturgico" nel quale ben pochi pastori hanno voglia di spingerci.
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| Benedetto XVI celebra una messa ad orientem |
Dopo oltre quarant'anni le parrocchie Cattoliche per la maggior parte hanno distorto la celebrazione della Messa.
Si voleva la Chiesa, secondo una tendenza culturale, come luogo più accogliente e amichevole. Si sono allora posti comitati di accoglienza all'entrata e la musica — e la scelta degli strumenti — ora sono destinati a noi, a noi, non a Dio, in modo che la celebrazione ci appaia carica di significati, per noi, i fedeli. Che Dio, oggetto della nostra venerazione, apprezzi queste scelte, non interessa più di tanto.
Ma un fattore ben più serio — e più dannoso — di questo approccio antropocentrico, si trova nel rapporto che si è sviluppato nel corso della Messa tra celebrante e fedeli. I Cattolici si aspettano che il celebrante li coinvolga attraverso il suo "personale stile" nel celebrare la messa e l'omelia.
E' su questi due punti che, a torto o a ragione, si giudicano i preti, Per definizione, il prete è il mediatore incaricato di condurre il popolo verso Dio. Ed ora, egli è ridotto al ruolo di animatore o di "agevolatore" per la scienza religiosa riservata al popolo, ciò che Benedetto XVI definisce come "un cerchio auto-centrato". I preti, consapevoli di questa dinamica precaria, hanno l'impressione di non aver altra scelta che dare ai fedeli ciò che essi sono venuti a cercare — una Messa adattata alle loro attese, o per lo meno ai loro bisogni così come li hanno definiti i liturgisti di quarant'anni fa. Cambiare lo status quo, comporta dei rischi e quello supremo è lo svuotamento tra i banchi.
E anche se un prete volesse assumersi dei rischi, altri fattori — la corale, gli altri vicari, la venuta di celebranti stranieri, le fanciulle-coriste — gli complicherebbero maggiormente il compito.
In queste condizioni, voler riorientare la Messa verso Dio forma un precipizio liturgico — un ritorno di fiamma da parte di fedeli che non si sentono coinvolti che da una liturgia interamente centrata su loro stessi. E il precipizio è ancor più ripido e più oscuro perché questi Cattolici non tollerano che si critichi la loro preferenza per una messa centrata su di loro. Essi sono stati spinti in questo modo di celebrare da alcune auto-proclamatesi guide.
Ci sono due metodi infallibili per far inalberare un Cattolico praticante medio : la Messa in latino e la celebrazione rivolti a Dio piuttosto che ai fedeli. Ironia della sorte — e affliggente effetto della liturgia centrata sui fedeli — il Vaticano II chiama i fedeli a conoscere e cantare l'ordinario della Messa in latino [vedi la costituzione conciliare SC].
Non è affatto in questione l'orientamento dell'altare di fronte ai fedeli. Infatti, il Vaticano II dà per scontato che celebrante e fedeli siano rivolti nello stesso senso, come hanno fatto per circa duemila anni.
Come ritrovare la Messa convenientemente centrata su Dio senza spingere i fedeli nel precipizio ? Per niente facile. Benedetto XVI ha riconosciuto i danni occorsi nel praticare una tale transizione. "Niente sarebbe più nocivo alla liturgia che un'attivismo incessante, anche in nome di un autentico rinnovamento."
Il Movimento Liturgico di fine XIX - inizio XX secolo aveva l'ambizione di risvegliare i fedeli al sublime splendore della Messa e si supponeva che il Vaticano II ne fosse il culmine. Ma con il "Novus Ordo Missae" scaturito dal Concilio, il Movimento Liturgico si è sfasciato senza aver mai raggiunto il suo scopo. Se prima del Concilio lo spirito della Messa era nascosto ai fedeli dal sovraccarico di regole e di devozioni ostentatorie, come rilevava Benedetto XVI, ormai questo stesso spirito spariva sotto un culto centrato sul credente. Il Santo Padre intende promuovere un nuovo movimento liturgico, necessario per ristabilire il carattere Sacro della Messa. La nuove versione in Inglese [pubblicata verso la fine del 2012] assegna un colpo magistrale, in questo senso. Essa ristabilisce il linguaggio sacro senza turbare la tendenza spirituale centrata sul popolo alla quale siamo stati abituati — il precipizio è aggirato.
La tappa successiva consisterà nel riorientare l'attuale spiritualità dei fedeli verso Dio. Saranno necessarie una serie di omelie e di insegnamenti secondo un semplice tema : la Messa non appartiene a noi, appartiene a Dio. È solo inserendo questo tema elementare che si sfuggirà alle difficoltà e alle noie che ci gettano sul precipizio liturgico. Allora, solamente allora potranno essere portate a buon fine riforme sensate. E allora, soltanto allora, il popolo dal timor di Dio prenderà piena coscienza della Presenza Reale di Dio.


