“Muezzin” a Mirabello e la Messa viene trasmessa con il megafono

Nel comune alle porte di Campobasso la funzione religiosa celebrata nella Chiesa madre viene diffusa in diretta nelle strade del paese dagli altoparlanti posti sul campanile. Sempre nei giorni di festa, spesso nei giorni feriali. La scelta, ormai abitudine, divide la comunità tra chi approva e chi non condivide. La gran parte tollera. Molto diffusi, così, dubbi e perplessità sull’opportunità del rito per rispetto della Liturgia e rispetto della libertà di credo - nel paese risiedono anche diverse famiglie marocchine.
La Chiesa madre di Mirabello SanniticoAnche in un giorno feriale, senza ricorrenze religiose particolari, a Mirabello Sannitico la Messa viene diffusa via stereo. E non in differita, ma live, proprio mentre si celebra. Così è andata nelle ultime mattine di questo caldo agosto. Così venerdì 17, così il giorno prima. Le vie del piccolo comune alle porte di Campobasso si riempiono della voce del parroco del paese, delle formule della liturgia e delle donne, anziane e non, che cantano salmi.
La Messa trasmessa in diretta dagli altoparlanti del campanile è ormai un’abitudine consolidata nel borgo che evidentemente vive la Chiesa non solo come il luogo aggregante per antonomasia anche come il centro cui per devozione ogni cosa è consentita. Senza grossi interrogativi sul fatto, compresa la leicità dell’atto: si può fare in uno Stato laico come l’Italia?, chi autorizza? Dalla novena di Natale alla liturgia della domenica: ogni occasione di festa viene benedetta dalle preghiere in stereofonia. Si tollera e si accetta. Nella maggioranza dei casi poi si approva e si apprezza. Che male c’è?, si affrettano ai dire i più.
Nella realtà non va proprio così: prese di distanze critiche non mancano. A Mirabello c’è una parte di comunità che si pone domande su questa scelta tra l’insolito e l’estroso. Dove il sacro e il profano si intrecciano in un nodo anche discutibile. Non solo per l’invasione che essa compie nella sfera personale dei singoli (in cuor suo ognuno sa qual è il proprio grado di fede e andare in Chiesa è una scelta importante e rientra nella libertà del cittadino e del fedele), ma anche per il senso di rispetto nei confronti della liturgia. Non sarà che questo dovuto rispetto si perde e disperde nella diffusione senza confini?
Che cosa accade la mattina nelle case di tutti gli abitanti del posto? Colazione, docce e altre attività che a naso non sono confacenti con la sacralità della parola di Cristo che intanto si propaga nelle strade del paese. Dove, tra l’altro, come in tanti comuni molisani, si sono trasferite famiglie di Credo diverso. I marocchini non mancano a Mirabello. Così tra i giovani c’è chi ironizza e parla del «Muezzin». Con la differenza che il mondo musulmano si ferma e si inchina alla Mecca nell’ora della preghiera, mentre a Mirabello la vita continua con tutti i suoi riti, anche quelli profani e non ortodossi.
A voce bassissima il dissenso diventa esplicito. Non era più bello quando ci si vestiva per bene e si decideva di andare a Messa come Leopardi e la sua donzelletta che si orna per il dì di festa «il petto e il crine»? L’ha insegnato anche Foscolo l’importanza dei templi e dei luoghi religiosi: «Sol chi non lascia eredità di affetti poca gioia ha dell’urna». E nella parafrasi del Poeta trova ragione l’osservazione puntuale di chi preferirebbe contegno e decoro per la funzione religiosa, quei sentimenti e atteggiamenti, cioè, che nelle case comuni per mille motivi non possono esserci - vuoi perché nel mentre si litiga con il marito o con i figli, vuoi perché hai pensieri che ti rendono nervoso, vuoi perché stai nel chiuso di casa tua e ti senti perciò libero di fare quello che ti pare: la vita quotidiana nella sua frenesia e nei suoi sbagli non si mette in stand by. E non è certo bello e opportuno che questo accada mentre qualcuno legge al microfono aperto a tutti un passo del Vangelo. Con tutta la tolleranza che può esserci nei confronti di un rito deciso dal parroco e accettato dalla comunità: è vero, una Messa in diretta davvero non fa male a nessuno, fa anche bene, ma di sicuro meriterebbe di essere celebrata nello spazio e nel silenzio circoscritti da Cristo stesso. (sv)