La liturgia è ancora cattolica?

Casule arcobaleno...
Abbiamo assistito alla Santa Messa celebrata dal Papa in Africa, sotto un caldo asfissiante. Ci sono, tuttavia, delle precisazioni che risultano obbligatorie, almeno per chi non ami il politicamente corretto. Vero, eravamo in Africa, le abitudini radicate nel tempo; le vocazioni cattoliche di quel continente risultano molto alte. Fatte queste premesse, torniamo alla divina liturgia. La Chiesa è cattolica in quanto universale, pertanto anche la liturgia deve essere cattolica, uguale per tutti. Se facessimo delle eccezioni riguardanti le varie culture, allora cadremmo nel relativismo; ognuno ci mette un pizzico del suo e siamo a posto. Ma in questo caso, siamo ancora cattolici? Il rito conserva il suo nome? Certamente no. Ecco che cosa ha combinato il Vaticano II e la mania di concedere molto alle tradizioni locali. La Tradizione non è locale, ma della Chiesa universale, il cui rito del Novus Ordo, al contrario, ha ceduto tanto alla visione protestante. ...
... Che cosa è accaduto in Africa? Niente di più o di meno del già visto in altri luoghi.
La preghiera dei fedeli, per esempio, è stata eseguita con abiti degni poco sobri, in lingue stravaganti.
Peggio ancora l'offertorio, dove si è vista una coppia di donne in abiti succinti (per fortuna non salite sul presbiterio), abbigliamenti stravaganti e quello che conta maggiormente, musiche religiose assolutamente inadatte al rito.
La colpa ovviamente non è degli africani. Celebrazioni simili ed anche peggiori, ne abbiamo viste con il Santo Subito.
Il problema è di fondo: questa Chiesa e questa liturgia sono ancora davvero cattoliche? Ne dubitiamo profondamente, proprio per la ragione che non rendono l'universalità della Chiesa ed esaltano le particolarità.
Il Signore abbia pietà di noi, poveri peccatori, e di questa Chiesa sempre più pagana, con l'uomo al centro e lontana da Dio, anche nei gesti esteriori.

Bruno Volpe