MONS. PIERRO: LITURGIA, RIDARE IL SENSO DELL’ARCANO E DEL MISTERO. TROPPE SCIATTERIE NELLA CELEBRAZIONE

Ripropongo questa intervista a Mons. Pierro , poiché credo che senza sfociare in "derive tradizionalistiche" , esprima correttamente il disagio di tutti coloro che fanno difficoltà a ritrovarsi in certe evoluzioni liturgiche , che non consentono il contatto profondo con il trascendentale... Ovviamente il dibattito resta aperto, ma diventa riduttivo limitarlo al confronto tra post-conciliari e tradizionalisti.
Alla Messa per il Corpus Domini, il Papa ha rimarcato che nella liturgia come nella pratica religiosa di oggi, spesso manca il senso del sacro. Giriamo la domanda a Monsignor Gerardo Pierro, arcivescovo emerito di Salerno e Campagna. 

Mons.Pierro
Eccellenza Pierro, condivide la dura analisi del Papa? 
"sono in perfetta sintonia col Papa. Quello che oggi, ma direi da tempo, manca, è il senso dell'arcano. Nella liturgia precedente, che in verità mai è stata abolita, si percepiva di più il mistero e il senso del trascendente. Non è detto che nel nome di una maggior divulgazione tutto debba sempre essere compreso e spiegato. Anzi. Con questa impostazione, alla fine, si è banalizzato il rito, si è data una veste talora scolorata e frivola alla messa. Tanti pensano che sia solo banchetto. Il banchetto esiste, ma prima di tutto la messa è memoriale del sacrificio, mistero, silenzio. Si dicono troppe parole durante la messa, e qualche volta i silenzi o le frasi sussurrate sarebbero preferibili". ... 

... Insomma hanno ragione i tradizionalisti
"non dico questo e non bisogna arrivare ad eccessi opposti. nessuno può negare la bontà del Vaticano II e delle sue riforme, ma certamente, ci sono state anche cattive interpretazioni della liturgia. Penso all'altare dal quale spesso il Santissimo è sparito".

E allora?
"è stato talora relegato in un cantuccio e il fedele fa fatica a cercarlo. Così ci si dimentica dell'importanza e della centralità dell'adorazione Eucaristica. Questa caduta del senso del sacro, inevitabilmente, ha influito sulla liturgia con celebrazioni spesso sciatte e sull'arte religiosa".

Fonte Pontifex.Roma