La difficile messa nella calda estate

Il titolo del post sembra quasi quello di un film.
Non sapevo come fare a sintetizzare il pensiero di molti sacerdoti che ogni anno mi fanno le stesse riflessioni.
Il problema è che sarà per l'effetto serra, sarà perché i materiali impiegati sono davvero scarsi, sarà che abbiamo bisogno di maggior confort anche durante la celebrazione, sarà tutto quello che si vuole o non vuole, ma da maggio a settembre in chiesa (in molte chiese) il caldo diventa opprimente e la celebrazione della Santa Messa diventa una missione ardua.
 
Proprio ieri un sacerdote mi parlava della consueta diaspora di fedeli che scappano dalla sua chiesa, costruita negli anni '60, per tutto il periodo estivo e vanno a seguire la Messa in Cattedrale, più grande e meglio isolata termicamente.
Il punto è che non serve nemmeno mettere 20 ventilatori sparsi per l'aula, più o meno occultati dietro paratie e colonne : il colpo d'occhio è sempre quello del supermercato.
Certo, la soluzione migliore sarebbe un impianato di aria condizionata. Avendo disponibili 50.000,00€ o più, si può far tutto. Ma bisogna averne e bisogna sperare nelle grazie della sovraintendenza.
Ora chiariamoci, non ho la bacchetta magica, ma se da tre anni durante l'estate non ho tregua tra email e telefonate e sopralluoghi, allora vuol dire che un piccolo contributo alla risoluzione del problema, lo posso dare.
Questo si chiama : macchine per raffrescamento chiesa.
Raffrescamento ho detto, non condizionamento.
La vista frontale per il raffrescatore

Non si tratta di una differenza semantica, ma sostanziale.

Il condizionatore d'aria sfrutta il principio del frigorifero e dunque con appositi meccanismi elettronici e l'uso di un gas refrigerante in un circuito chiuso in pressione sottrae calore all'aria.
Se ben progettato e dimensionato il sistema garantisce temperature molto basse. Peccato che fino a quando bisogna rinfrescare la cucina o la stanza da letto , un piccolo condizionatore va bene. Ma quando bisogna dare sollievo all'aula liturgica, la cosa si fa ardua.
La mia soluzione è molto più semplice. Invece che il frigorifero, immaginate il radiatore della vostra macchina che funzioni al contrario. Un pannello raffreddato ad acqua, attraverso cui passa l'aria presente nella chiesa. L'aria calda cede il suo calore all'acqua del pannello e viene reimmessa ad una temperatura fino a 10° più bassa.
Ma bisogna rompere il muro e fare l'impianto elettrico?. Con  il mio raffrescatore no.
Con il condizionatore si perché esso ha bisogno dell'unità esterna e di un collegamento elettrico in grado di

Il dietro: un grande filtro per l'aria senza tubi.

gestire l'assorbimento di corrente da 2000Watt.

Il raffrescatore è un monoblocco, pulito e semplice, che non necessita di unità esterne, montato su ruote per poter essere portato ovunque . Ed è dotato di una semplice presa elettrica, per cui lo potrete collegare a qualsiasi presa a muro. Questo perchè assorbe solo 170Watt. Traducendo in termini di risparmio parliamo di 1800Watt/ora in meno rispetto ad un condizionatore.
Si lo so, ora sarà scattata la riflessione. Solo 10 gradi in meno...
Lo ammetto : se volete i 18 gradi quando fuori ce ne sono 40, il mio sistema non va bene. Bisogna ammettere i propri limiti. Pertanto se il vostro obiettivo e vedere i fedeli entrare sudati a causa della canicola d'agosto  e coprirsi con il maglioncino, allora dovremo lavorare diversamente. Ma se il vostro intento è più concreto e differisce dal voler provocate bronchiti ad anziani e bambini, allora ne possiamo parlare.
E poi c'è un ultimo discorso appena accennato prima. Non si tratta certo di un'opera d'arte, nè parte dell'arredo liturgico, ma siccome la dignità del luogo sacro impone anche l'adeguamento dell'impiantistica , allora credo non si possa e debba smettere di considerare che una chiesa piena di ventilatori made in China sembra più un supermercato che un luogo di culto.
La versione color noce.

Possiamo anche discutere circa la presunta inutilità di un impianto per l'aria fresca, visto che la celebrazione liturgica mediamente dura un'ora. Ma se poi decidiamo di intervenire, allora cerchiamo di farlo in un modo anche esteticamente dignitoso.

La macchina è di per se pulita e ben fatta. Per renderla ancora più "invisibile", abbiamo deciso anche di dotarla di una pellicola che la rende di colore "noce" specie per i contesti più antichi.
 
Anche quest'anno ho cercato di dare il mio contributo alla soluzione del problema. A ciascuno la valutazione della possibile soluzione del proprio problema.