San Lorenzo riceve i tesori della Chiesa.
San Lorenzo riceve i tesori della Chiesa è un affresco (271x205 cm) della Cappella Niccolina del palazzo Apostolico in Vaticano, realizzato da Beato Angelico ed i suoi aiutanti tra il 1447 e il 1448 circa. L'affresco occupa il riquadro sinistro della parete centrale ed è il secondo episodio delle Storie di san Lorenzo.
La scena di San Lorenzo riceve i tesori della Chiesa è situata accanto a quella di San Lorenzo distribuisce le elemosine, dalla quale è separata da una cornice.
L'episodio è ambientato in un edificio dall'architettura rinascimentale, divisibile idealmente in due parti: a sinistra si vede l'esterno, con la porta d'ingresso sbarrata dove picchiano minacciosi i soldati dell'imperatore Valeriano; la parte sinistra, invece, mostra uno spaccato interno dell'edificio dove Sisto II sta affidando i tesori della Chiesa a san Lorenzo inginocchiato e lo benedice mentre un servo gli sta portando uno scrigno e un vassoio colmo di argenterie. Questa seconda parte sembra ambientata in un cortile porticato, con massicce colonne corinzie sulla sinistra a cui corrispondono esilissime colonnine sullo sfondo (un errore prospettico dovuto forse alla mano di allievi); più convincente è la porta aperta su un chiostro interno, dove si intravede uno zoccolo in primo piano su cui poggiano le colonnine e sullo sfondo il lato opposto in lontananza. Le linee scure verticali al centro del chiostro sono i tronchi dei cipressi che spuntano dal soffitto.
Altri elementi architettonici della scena sono l'altana che si affaccia in alto e la bella decorazione del portale, con un timpano decorato da un Redentore entro una forma a conchiglia e due medaglioni in lato con testine di fanciulli. Il fregio con le foglioline è un'invenzione dell'Angelico che ricorre anche in altri affreschi della Cappella Niccolina e che non ha analogie né con l'architettura classica né con quella rinascimentale del secondo quarto del XV secolo. L'architettura è resa inoltre irrealmente idealizzata dalla colorazione, che sfrutta intensi passaggi di rosa, mentre la visione del chiostro oltre l'arco è più veridica, secondo la maniera più tipica dell'Angelico.
Per quanto riguarda i personaggi della scena, grande cura è dedicata alle figure delle guardie in primissimo piano, dall'eccezionale resa plastica e con esperimenti di lustro metallico sulle armature. Il gruppo a destra, invece, è dominato dalla figura di papa Sisto, dal prezioso mantello damascato e dal ricco triregno tempestato di perle, smalti e pietre preziose, nelle cui fattezze si cela un ritratto del pontefice Niccolò V, secondo un uso inaugurato dall'Angelico e che divenne in seguito comune per gli artisti impiegati alla corte papale. Il suo viso è in un serrato contatto visivo con san Lorenzo inginocchiato, con la dalmatica caratterizzata da tenui giochi di luce e colore basati sugli accordi del rosa e dell'oro. Tra i personaggi di complemento spicca quello a sinistra, che sembra preoccupato per l'assalto dei soldati alla porta, verso la quale rivolge uno sguardo timoroso.
Come nelle altre opere dell'Angelico, elemento centrale della pittura è la luce chiara e diffusa. Notevole è l'enfasi plastica delle figure.


