Una mitra rinascimentale in continuità

Quasi tutte le opere che sono chiamato a realizzare, sono pezzi unici nella misura in cui ogni cliente vuole qualcosa di assolutamente personale, non prodotto in serie o già visto in giro.
Ma non sempre questo vuol dire creare da zero qualcosa. Mi capita spessissimo infatti di lavorare su sviluppi ed evoluzioni di opere precedentemente commissionate.
E' il caso della mitra di taglio rinascimentale che sono felice di poter mostrare in questo breve articolo.
Si tratta infatti di una mitra che "deve", come da espressa richiesta del cliente, riprendere la decorazione della casula medievale  art. 1828A11 , diventando con essa un pezzo unico.
Un incarico affascinante, non privo ( ma è la regola) di difficoltà.
Intanto un breve excursus relativo alla mitra.
Si tratta di un copricapo indossato in occasioni solenni dai Vescovi, Cardinali e almeno in passato dagli abati di alcuni monasteri.
La Mitra era in origine come un tappo sollevato, chiusa sulla sommità. Negli Annali Benedettini, si afferma che un tale tipo di Mitra fosse in uso tra molti vescovi prima del X secolo. Successivamente la foggia inizia ad assumere la conformazione che conosciamo, ma con un profilo piuttosto basso. E' solo nel XIV secolo  che la mitra inizia a svilupparsi in altezza, diventando  più appuntita e più riccamente decorata. La decorazione inizialmente scarna, inizia ad impreziosirsi di galloni dorati, croci gemmate e pietre preziose.
Dalla seconda metà del XV secolo, le mitre aumentano ulteriormente  in dimensione e altezza fino a giungere all'attuale forma.
Rifacendoci al materiale storico tramandatoci possiamo individuare tre tipi di mitrie : la Mitra Simplex, caratterizzata da un corpo in seta bianca o lino, molto semplice, senza particolari decorazioni; La mitra Aurifrigiata, ornato, come suggerisce il nome, con galloni e decorazioni dorate ed infine la Mitra Pretiosa,
estremamente ricca e ornata di perle, gioielli, smalti, filigrane e ricami.
In molti sostengono che la Mitra sia divenuto un paramento  a tutti gli effetti e correntemente usato solo dopo il X sec. Ormai tale affermazione pare contestabilissima, alla luce ad esempio del ritrovamento di una sorta di mitra sul corpo di papa Leone Magno. E' più ragionevole supporre che la mitra per come la conosciamo noi, sia divenuta di uso "comune " dopo il X sec, ma che allo stesso tempo anche prima uno speciale copricapo, segno di un particolare privilegio concesso ad personam, fosse già in uso. 
Una prova di tale privilegio si rinviene in relazione ad esempio ad Arscharius, vescovo di Hamburgh, per volontà di  Papa Leone IV.
Come per tutti i paramenti, anche per la mitra si deve concludere che essa ha subito una lunga evoluzione, di gusti e stili. Voglio inserire una semplice schematizzazione delle fogge più conosciute, a partire da sinistra con le più antiche fino a giungere ai giorni nostri.
Mitra o mitria vescovile
Lo sviluppo della mitra nel corso dei secoli


Tornando all'incarico commissionatomi, mi sono posto l'obiettivo di riutilizzare gli stessi materiali impiegati nella casula. Seta shantung avorio per il corpo della casula, il raso giallo come fodera, il laminato oro bianco ed il cady di seta bianca come contrasti. Croci e rombi sono stati ricamati con la medesima tecnica della casula, ma "scalandoli" ovvero rimpicciolendoli. 
disegno Mitra vescovile



Per le infule vi era anche la necessità di ricamarle per rendere visibile il simbolo vescovile.... Ho preferito non farle lunghissime, potendo così decorarle con lunghi fiocchi dorati.
fotografia Mitra vescovile
Mitra vescovile
I colori delle perle cucite rigorosamente a mano, sono i medesimi della casula : bianco, beige e oro. 
La lavorazione è stata complessa. 






mitra vescovile
Mitra vescovile
Mi rendo conto che forse solo toccandola si può apprezzare la complessità di un ricamo su una triplice sovrapposizione di tessuti. 
Ed il volto del cliente felice per l'opera consegnata mi ha fatto intendere che il lavoro era stato apprezzato. Non mera ostentazione di sfarzo, ma opera moderata, fine, degna.
Questa è la mia visione del mio lavoro, questo son io.