Sante carriere: Tutti i misteri di Vigevano

Tettamanzi dal Toniolo alla diocesi, ecco perché.

Mons. V. Di Mauro
Nientemeno che un cardinale, nientemento che l'arcivescovo emerito di Milano Dionigi Tettamanzi, chiamato a essere amministratore apostolico (“supplente”, per usare un termine molto banale, ma chiaro) della Diocesi di Vigevano. Che da qualche giorno si trova senza arcivescovo, dopo le dimissioni – arrivate come un fulmine a ciel sereno – di monsignor Vincenzo Di Mauro, da nemmeno venti mesi alla guida del popolo di Dio vigevanese. Delle dimissioni per motivi di salute (Di Mauro soffre di diabete e, come ha sottolineato ai fedeli in una lettera aperta di commiato, ha avuto in pochi mesi un'enorme quantità di visite mediche) che hanno immediatamente scatenato polemiche e dietrologie su quest'arcivescovo all'avanguardia, gran tifoso del Milan che predica nelle omelie usando termini calcistici, ideatore di happy hour in Curia con i giovani dove, tra birra, salamelle e lieti conversari, trovava modo di avvicinare i ragazzi alla fede, aiutare i maturandi a esorcizzare la paura della notte prima degli esami e “accompagnare i ragazzi nella ricerca di un lavoro” (testuale) e, in particolare, “anche qualcuno in seminario, e in qualche monastero, che lì c’è posto, posto per tutti, casa, stipendio assicurato, e lavoro super assicurato”.
TROPPO AVANTI - Monsignor Di Mauro, costretto anche a chiudere un profilo Facebook perché non consono all'austera missione del vescovo (ma non mancano vescovi e religiosi che tengono siti e blog, uno su tutti l'ottimo Antonio Riboldi, vescovo emerito di Acerra), ha lasciato un certo sgomento anche nei suoi sacerdoti. Che, come riferisce Repubblica, avrebbero discusso con lui in tempi non sospetti trovandosi davanti una persona che dava tutta l'impressione di star bene e non male, molto male. Così male da appellarsi al canone 401 paragrafo 2 del Codice di Diritto canonico che espressamente prevede: “Il Vescovo diocesano che per infermità o altra grave causa risultasse meno idoneo all'adempimento del suo ufficio, è vivamente invitato a presentare la rinuncia all'ufficio”. Mentre il 402, paragrafo 1, stabilisce che: “Il Vescovo, la cui rinuncia all'ufficio sia stata accettata, mantiene il titolo di vescovo emerito della sua diocesi e, se lo desidera, può conservare l'abitazione nella stessa diocesi, a meno che in casi determinati, per speciali circostanze, la Sede Apostolica non provveda diversamente”. La Sede Apostolica deve aver provveduto diversamente se, come ha annunciato monsignor Di Mauro, si è ritirato nella casa paterna di Cinisello Balsamo per curarsi. Via dal timone e dal territorio della sua diocesi, dunque, per “caso determinato” o piuttosto per le “speciali circostanze”.
IL VESCOVO MANAGER E I MISTERI VIGEVANESI - Eppure la settimana scorsa, secondo alcuni testimoni, monsignor Di Mauro avrebbe partecipato ad un convegno sulla mafia. I suoi sacerdoti parlano di discussioni su progetti per l'autunno. Una carriera specchiata: classe 1951, sacerdote dal 1976, assistente del cardinale Carlo Maria Martini alla cattedra dei non credenti alla fine degli anni '80, nel 1994 sbarca in Vaticano, al Pontificio Consiglio per i Laici e viene chiamato a seguire movimenti e associazioni (diverrà Capufficio nel 1995). Il futuro Arcivescovo nel 1998 torna a Milano, parroco a S. Maria di Caravaggio: poi nel 2004 viene nomnato Delegato della Sezione Ordinaria dell'APSA, l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica. Nel 2007 Di Mauro viene nominato da Benedetto XVI Segretario della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede: non solo, il Papa in persona lo consacra arcivescovo titolare nello stesso anno. Ha esperienza sul campo, insomma, di amministrazione: e un vescovo così, consacrato da Joseph Ratzinger in persona (il che dice molto sulla considerazione nei suoi confronti), sbarca a Vigevano in qualità di Coadiutore il 22 novembre 2010. Ci arriva per aiutare (il coadiutore è un vescovo che può avere “speciali facolta”, fino ad avere – di fatto – il governo della Diocesi, e in più ha diritto di successione nei confronti del suo predecessore, a differenza dei vescovi ausiliari) monsignor Claudio Baggini, con gravi problemi di salute (va in giro con la bombola dell'ossigeno, altro particolare che stupisce oggi i vigevanesi quando raffrontano i due pastori). Poi il 12 marzo 2011 viene nominato al posto di Baggini.
E I SOLDI? - Perché uno come Di Mauro, con un master di gestione aziendale e una ben più che promettente carriera avviata in Vaticano, viene inviato in una Diocesi che certo non è Milano? Una cosa è sicura: nel 2011 (quando Di Mauro è già in Diocesi) il bilancio della Curia vigevanese esplode: c'è un ammanco vicino al milione di euro che però non causa altro se non la rimozione dell'economo, don Elio Caspani, che qualche giorno dopo viene trovato morto in casa. È caduto dalle scale, viene ritrovato in una pozza di sangue. I carabinieri accertano che non è stato aggredito, la casa è in ordine. E non viene disposta alcuna autopsia. Poi si inizia a parlare di una lettera di Capani che certificherebbe l'ammanco, ma sono voci e nient'altro. Però, dopo il vescovo manager, ecco arrivare il cardinal Tettamanzi.
TETTAMANZI? RUMORS: A VIGEVANO DAL TONIOLO - Perché proprio lui? Secondo alcuni rumors raccolti da Affaritaliani.it all'ombra della Madunina, sembra che il cardinal Tettamanzi sarebbe stato inviato a Vigevano perché anche lui è un discreto amministratore. Non a caso ha presieduto fino a non molto tempo fa l'Istituto Toniolo, la cassaforte dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. E non solo: ancora oggi fa parte del Comitato Permanente del Toniolo. Su questa presidenza, come i lettori ricorderanno, Tettamanzi ha avuto uno scontro col cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato. Adesso la nomina a Vigevano, dove certo per il momento il cardinale avrà poco tempo per seguire i lavori del Toniolo. Un particolare, questo, che viene sottolineato da molti in Curia.
L'UMORE DEI FEDELI SI SFOGA ONLINE - Nel frattempo, i fedeli si sfogano in Rete. Cattoliciromani.com, forum tradizionalista che alla Diocesi ha dedicato un osservatorio, offre uno spaccato del disorientamento e delle sensazioni vissute dai cattolici vigevanesi. Ecco un utente, Ireneo di Lione, che scrive: “Sono davvero dispiaciuto per te, caro don Vincenzo. Eri partito da Roma con grande entusiasmo. Il male sembra non averti dato tregua. Coraggio”. Gabinus osserva, parlando della nomina di Tettamanzi: “E' vero anche che Sua Eminenza gode di ottima salute ed è così tanto vicino a Vigevano... In pensione non ha un granchè da fare, dunque... Hanno preferito lui piuttosto che sottrarre tempo ed aggiungere impegni ad un Vescovo già in servizio da qualche altra parte... Mi sembra un ragionamento logico, no?”. Vox Populi, il moderatore, esorta i forumisti: “Anon dar credito a illazioni non supportate da prove. Siamo di fronte al caso di un Vescovo ancora giovane costretto a rinunciare alla guida della sua Diocesi per malattia; cerchiamo di evitare gossip e ricostruzioni fantasiose almeno per rispetto confronti della sua persona e della sua sofferenza”. E a Gabinus che osserva come non sia d'uso nominare un cardinale ad amministrare una diocesi vacante, se non per motivi particolari (che certo non sono di salute), Vox risponde: “va tenuto conto del fatto che siamo in piena estate, per cui con ogni probabilità la Nunziatura e la Congregazione per i Vescovi non avranno ancora avviato la pratica per la scelta del nuovo Ordinario e quindi potrebbero trascorrere parecchi mesi prima della nomina. Per questi motivi la Santa Sede avrà ritenuto opportuno affidare l'amministrazione apostolica della Diocesi a un presule di grande esperienza e prestigio quale il Card. Tettamanzi”. E Carolum osserva: “Certamente queste dimissioni appaiono "strane". Per quanto siano serie le condizioni di salute (il vescovo sembra affetto da diabete), pochi giorni fa è comparso in pubblico e appariva in buone condizioni. Come mai questa partenza improvvisa? non c'è stata una messa di saluto?”. No, non c'è stata. Perché?