Il crocefisso non è adatto per l’Abbazia
L’opera di Carraro accolta da don Guerrino nella chiesa di San Guido. Lunedì la benedizione solenne.
LIDO NAZIONI
Non è stato possibile collocarlo all'interno dell'Abbazia di Pomposa, come invece avrebbe voluto il suo artefice e così il crocifisso ligneo, opera dello sculture Giancarlo Carraro, è stato ospitato nella Chiesa di San Guido Abate al Lido delle Nazioni e sarà benedetto lunedì, in occasione del 40° anniversario della deposizione della prima pietra dell'edificio religioso (avvenuta l'8 agosto 1971).
Singolare è la vicenda legata ad un'opera realizzata da uno dei massimi esponenti veneti dell'arte sacra, che insieme ad altri colleghi «ha messo in piedi due anni fa un concorso, volto a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla vicenda del crocifisso nelle scuole, un concorso - spiega Don Guerrino Maschera, parroco del Lido delle Nazioni - che univa uno studio di innovazione e tradizione attorno al simbolo della Cristianità».
Ben 20 scultori, coordinati da Giancarlo Carraro, che vive e lavora a Mirano (Ve), hanno realizzato le loro opere, inserite poi in circuiti di mostre personali e collettive a livello internazionale.
Il crocifisso realizzato da Carraro, che per l'occasione si è ispirato ai colleghi russi che creano icone osservando cicli di digiuno e di preghiera, era destinato all'Abbazia di Pomposa, se non fosse che «andava a coprire gli affreschi della Conversione e del Martirio di Sant'Eustachio», specifica Simonetta Sovrani, Presidente del Comitato di San Guido di Pomposa di Codigoro.
Ed ecco quindi che la Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici avrebbe suggerito l'inopportunità, dato che nell'Abbazia è già presente un imponente crocifisso ricavato da una radice e visto il collegamento a San Guido con la Chiesa del Lido delle Nazioni, unica al mondo dedicata al santo abate, l'opera d'arte di Carraro è stata donata a Don Guerrino.
«Siamo ben contenti di avere il Crocifisso qui al Lido delle Nazioni - sottolinea Don Guerrino - l'artista ne è stato felice e si è solo raccomandato di non appenderlo e di non metterlo in sacrestia».
Quale sarà dunque la collocazione? «Noi qui dopo la benedizione solenne dell'8 agosto -conclude - lo inseriremo nella Cappella invernale, accanto al Tabernacolo». Un dono molto prezioso per la chiesa di Lido delle Nazioni che potrebbe diventare meta non solo di pellegrini ma anche di manti dell’arte.
Articolo di Katia Romagnoli disponibile su www.lanuovaferrara.it


