Chiese sorelle si apre a nuove frontiere

Il vescovo, dopo il viaggio in Brasile: «Una nuova chiesa a Porto Alegre e l'invio di don Tondini rafforzano la collaborazione fra le diocesi».

Vivendo nell’epoca della globalizzazione, una piccola diocesi come la nostra non può non dare concreta attuazione alla dimensione missionaria e all’impegno per una nuova evangelizzazione; e non può farlo meglio che proseguendo nel cammino iniziato 31 anni fa da don Leo Commissari e da un gruppo di preti, suore e laici a nome dell’intera comunità diocesana.
Questa convinzione si è rafforzata in me nel corso della visita che ho svolto a São Bernardo dall’8 al 22 luglio, accompagnato da don Angelo Figna parroco di Sassoleone e Belvedere. Ospiti della parrocchia di Jesus de Nazaré, guidata da don Francesco Commissari e don Sante Collina, abbiamo potuto incontrare non soltanto i laici che si riuniscono nel centro parrocchiale e in 13 cappelle, alcune delle quali molto grandi, ma anche le religiose di istituti facenti capo ad Imola, distribuite in otto case (nella città di São Bernardo do Campo e nelle città limitrofe, NdR), ciascuna dedicata ad un’opera sia di evangelizzazione sia di educazione e promozione umana. Con i nostri sacerdoti e con queste religiose (brasiliane, italiane, indiane) abbiamo verificato che il Progetto Chiese Sorelle è in via di ulteriore espansione. Nella parrocchia è iniziata la costruzione della nuova canonica, che permetterà un migliore svolgimento delle attività pastorali e di estendere l’ospitalità. Anche per l’asilo Margarida vi sarà una nuova sede, mentre le Ancelle del Sacro Cuore sperano di ampliare il Centro di formazione professionale intitolato a don Leo Commissari per tenervi nuovi corsi, finanziati dalle aziende che occupano apprendisti. Le Piccole Suore di Santa Teresa stanno per ristrutturare l’asilo di Vila Baeta, è a buon punto la Casa da Vida intitolata al fondatore don Carlo Cavina dalle Figlie di San Francesco di Sales.
Anche don Nicola Silvestri è impegnato nella costruzione di una nuova chiesa a Porto Alegre du Norte. Questa località, nella prelatura di São Felix do Araguaia, può essere considerata la nuova frontiera del Progetto: oltre ad essere vicario generale, don Nicola è responsabile del seminario minore (o propedeutico) recentemente sorto accanto alla sua residenza ed avverte un vivo desiderio che qualcuno condivida le sue responsabilità. Per ora non si vede come noi possiamo essergli di aiuto, ma è lecito sperare che con l’invio, tra qualche mese, di don Gabriele Tondini a Jesus di Nazaré possa partire qualcuno dalla diocesi sorella di Santo André.
Sia il vescovo di Santo André sia quello della prelatura mi hanno dimostrato grande amicizia, nel corso della visita, riservando un’attenzione speciale ai comuni progetti e impegnandosi per l’attuazione dello scambio di sacerdoti, oltre allo scambio delle esperienze. Quella che per noi può essere di maggiore incentivo è la promozione dei ministeri laicali: da quello della distribuzione della santa Comunione a quello della preparazione dei battesimi e dei matrimoni. Infatti, da quello liturgico, si estendono all’ambito dell’accompagnamento comunitario e a quello della solidarietà.
Presto un gruppo di giovani di Jesus di Nazaré sarà tra noi ad Imola, prima di dirigersi alla volta di Madrid per partecipare alla Giornata mondiale della gioventù. Sarà un ulteriore segno della vitalità del Progetto, al quale partecipano come è noto anche alcune istituzioni civili, aziende ed associazioni di solidarietà sociale del nostro territorio.

Articolo di Tommaso Ghirelli disponibile nella versione integrale sul sito www.nuovodiario.com