Vedelago, messa in veneto. La curia: non è permessa
In occasione della «Festa delle origini venete» ci sarà una celebrazione «identitaria». L'assessore: «Già oggi molti sacerdoti predicano in lingua veneta».
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| Il Comune di Vedelago |
VEDELAGO (Treviso) – Una Santa messa celebrata in lingua Veneta. Capiterà a Vedelago domenica 12 giugno a mezzogiorno in occasione della «Festa delle origini venete», patrocinata da Regione e Provincia, e materialmente organizzata dall'assessore comunale all'identità veneta, Renzo Franco. Sarà montato un palco, davanti al municipio, e un sacerdote, pare della parrocchia di Vedelago o di una frazione, reciterà il vangelo, l'omelia e la preghiera dei fedeli in lingua veneta. Questo, almeno, stando a quanto riferisce l'assessore Franco. Una iniziativa che rischia di scatenare reazioni polemiche. «Ma il nostro intento è solo culturale», precisa l'esponente leghista. «Organizziamo una tre giorni di iniziative legate all'identità veneta. E da duemila anni a questa parte la nostra identità è quella cristiana e di una lingua che qualcuno, ancora oggi, si ostina a definire dialetto».
Di certo, la messa in veneto rischia di far scalpore. «Per questo avrei preferito che nessuno lo sapesse prima di domenica», dice l'assessore, smentendo poi che sarà don Lorenzo Piran, parroco di Cavasagra, a celebrarla, come alcuni avevano ipotizzato, dopo un presunto placet di don Florido, sacerdote di Vedelago. «Sappiamo che già oggi molti sacerdoti predicano in lingua veneta, un po' perché sono veneti, un po' per farsi capire dai contadini delle nostre terre», conclude il leghista. «Non vogliamo far scandalo, vogliamo solo celebrare una messa nella nostra lingua, tutti assieme».
La «lingua» veneta non è consentita per la celebrazione di una Santa Messa perché non esiste alcun messale approvato dall’ apposita commissione romana. Lo spiegano fonti della Diocesi di Treviso in merito al progetto del Comune di Vedelago (Treviso) di far celebrare una messa in dialetto nell’ambito della «Festa delle origini venete» prevista per domenica prossima. Le lingue consentite per le funzioni religiose, spiegano le stesse fonti, sono quella italiana e quella latina, oppure lingue locali purché approvate. Fra queste, ad esempio, c’è la friulana (da una trentina d’anni) ma non quella veneta. L’unica parte di una messa che potrebbe essere pronunciata in veneto, viene infine precisato, è l’omelia.
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