Il Vasari? Il restauro lo paga lo sponsor

E' opera di Giorgio Vasari, il celebre architetto e pittore,la costruzione della chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri in quel di Pisa. E nella stessa è custodito dal 1569 lo splendido dipinto de "il Martirio di Santo Stefano", realizzato dallo stesso Vasari.
In esso , l'autore immortala il momento in cui il protomartire, attorniato dai suoi carnefici , innalza lo sguardo verso il cielo, meno cupo rispetto allo spazio circostante ed in cui campeggia - benevola, benedicente - la Santissima Trinità.
Sullo sfondo  in una prospettiva che va oltre lo spazio, si intravedono le vestigia di edifici antichi, a simboleggiare  un mondo pagano in dissoluzione, ma anche eco di un mondo classico molto amato dall’artista.
L'opera , ha attirato la mia attenzione per la ricchezza di particolari della dalmatica indossata dal martire, ovvero la veste liturgica tipica del diacono. 
Il vasari la dipinge nella sua forma classica,  realizzata con quello che pare essere un broccato dal tipico disegno fiorentino medievale, di colore rosso. All'altezza del petto , un tessuto di forma rettangolare del medesimo disegno ma colore in contrasto, decora il davanti della dalmatica stessa.
Trovo molta somiglianza tra questa dalmatica e quelle dipinte ad esempio dal beato Angelico. Questo dipinto è uno strumento davvero molto utile per chi come me, opera nel settore dell'arte sacra ed è impegnato a creare il nuovo partendo da ciò che la stroia ci consegna.
La navata centrale
Ma la bellezza della pala pare abbia commosso anche il patron dell'Esselunga ,Bernardo Caprotti , che vedendola davvero malmessa nella chiesa pisana , ha deciso di sponsorizzarne il restauro.
Siamo nel cuore di Pisa, in quella piazza dei Cavalieri su cui si affaccia la Scuola Normale con il suo monumentale palazzo. Qui, nel 1565 Cosimo I fa innalzare la chiesa magistrale dell’ordine equestre di Santo Stefano I Papa, da lui fondato, e a cui affida la costituenda marineria del Granducato. 
La chiesa - munita di un sontuoso altare in porfido su cui incombe la statua del papa Stefano «in cathedra Petri» viene ornata nel 1569 da una grandiosa opera su tavola (4 metri per 3) commissionata dallo stesso granduca a Giorgio Vasari: il soggetto è santo Stefano, non però quello cui l’Ordine è intitolato, ma il suo omonimo in excelsis. L’artista ha 58 anni e morirà cinque anni dopo: è nel pieno della maturità e anche della fama. E noto soprattutto come architetto (la stessa chiesa è sua), ma proprio in quegli stessi anni viene investito di un ciclo pittorico in Vaticano, su committenza del papa Pio V.
Insieme ad una natività del Bronzino del 1564, la pala viene issata nella navata centrale prima, e in quella destra quando questa viene realizzata.
lo splendore del tetto
Ma col tempo le cose cambiano, l'antico splendore della chiesa lotta contro il tempo. Non pù parrocchia , ma solo rettoria, pertanto molto spesso chiusa al pubblico.
E poi l'acqua che insinua lo splendido tetto, fino a logorare la tavola stessa del Vasari.
Si deve a don Aldo Armani , la ferrea volontà di riportare queste opere all'antico splendore, ma sopratutto al privato (nello specifico l'Esselunga) capace di sopperire alle carenze delle istituzioni pubbliche.
E' incredibile che simili opere restino a marcire in tante chiese. Il problema sempre lo stesso : carenza cronica di fondi.
Qui parlo di ciò che accade a Pisa, ma di esempi del genere ne vedo ogni giorno anche nella mia Puglia.
Il problema è che di privati così generosi e attenti, ce ne sono davvero pochi....