LA CASULA PREZIOSA E LO STILE DEL PRETE
La casula preziosa contribuisce allo stile liturgico personale
Quando una persona che non mi conosce, apprende in cosa consista il mio lavoro, resta stupita e risponde solitamente in questo modo:
“MA LE TUNICHE DEI PRETI NON SONO TUTTE UGUALI?”
Tralasciando il termine improprio di “tuniche”, questa domanda mi fa venire in mente un paio di cose:
1-Forse non vai a messa proprio di frequente
2-Il clero veste in modo così anonimo da passare inosservato durante la liturgia
Non ho titoli per occuparmi di evangelizzazione, quindi sorvolo sul primo punto. Ma sul secondo voglio evidenziare qualcosa.
UNA CASULA PREZIOSA O ANONIMA?
Se chi celebra il rito, veste in modo così anonimo per non dire sciatto tanto da essere invisibile agli occhi del fedele, allora abbiamo un problema. Il sacerdote non deve far parlare di se o essere il centro della liturgia come uomo, ma riveste una importanza capitale come tramite.
EGLI DEVE ESSERE SOLENNE PER DARE SOLENNITA' A QUEL CHE FA.
Se è anonimo, anonima ugualmente sarà la liturgia.
Una liturgia anonima è una liturgia che non colpisce il cuore, non aiuta il fedele.
Il sacerdote deve essere solenne, non creativo. La liturgia che deve derivarne deve essere altrettanto SOLENNE
E' UN PRINCIPIO CHE VALE PER OGNUNO DI NOI
Io personalmente non ricordo come siano vestiti gli IMPIEGATI del mio ufficio postale. Generalmente sono lenti, non efficaci, noiosi. E per questo preferisco pagare 1 euro in più e saldare le bollette presso altri sportelli piuttosto che andare alla posta.
Si sono generalizzazioni, ma che tutti abbiamo in testa.
MI RICORDO SUBITO UNA PERSONA "DIVERSA"
Eppure ti assicuro che un operatore io me lo ricordo bene. E lo ricordano anche altri conoscenti.
E’ l’unico che veste bene, pulito. Mi da una sensazione di “PROFESSIONISTA”. E mi conferma questa prima sensazione attraverso la sua efficacia. E’ educato, veloce, competente, umano e sorridente. E' L'UNICO AD AVERE UN NOME NELLA MIA MENTE e se posso, preferisco attendere per andare da lui.
In un mondo di COMMODITIES ( cioè beni di consumo generici ed indifferenziati ) anche gli uomini finiscono per essere anonimi.
E’ un bene che ciascuno voglia distinguersi per far emergere la parte migliore di sè utile agli altri.
Per un sacerdote questo è fondamentale.
Come ti vesti dice chi sei, i tuoi valori, i tuoi ideali. E con i gesti, le azioni e le parole della tua vita quotidiana sei chiamato a dare conferma di quanto mostri al primo impatto visivo.Come sacerdote hai un vero dovere a portare verso te e dunque “dentro la liturgia” i fedeli. E l’unicità e bellezza di quanto usi per la liturgia sono una grande strada verso questa meta.
Vestire degnamente durante il rito e dopo nella tua comunità è una possibilità concreta di fare meglio nella tua missione.
A differenza di un impiegato postale, tu hai scelto di vivere una missione.
Vuoi viverla in modo ricco, pieno ed efficace o anonimo, blando e privo di risultati?
Vincenzo Busco




