Lo scandalo in Vaticano congela i nuovi vescovi

Tempi lunghi per la scelta dei successori di Miglio a Ivrea e Versaldi ad Alessandria.


Per la Chiesa, si sa, i secoli sono giorni. Sorprende, però, la situazione di stallo nelle nomine episcopali in Piemonte. In un momento in cui la Santa Sede è scossa dagli scandali «Vatileaks» e Ior, appare destinata a protrarsi ancora per tutta l’estate l’ormai lunga attesa delle diocesi di Alessandria e Ivrea, senza pastore rispettivamente da settembre e da febbraio. Alle promozioni di Giuseppe Versaldi (oggi presidente a Roma della Prefettura per gli affari economici) e di Arrigo Miglio (arcivescovo metropolita di Cagliari) non ha ancora fatto seguito la designazione dei loro successori. Domani pomeriggio alle 17 e 30, il cardinale Versaldi prenderà possesso del Santuario del Sacro Cuore, la chiesa salesiana di cui come porporato della Curia romana è titolare per decisione di Benedetto XVI.
 
«Non esiste uno specifico “problema piemontese”, la Congregazione per i vescovi sta seguendo la normale procedura, è ben nota alla situazione delle due diocesi», riferisce alla “Stampa” una fonte autorizzata della Santa Sede. La scelta degli ordinari di Alessandria e Ivrea costituiscono anche la cartina al tornasole per valutare il grado di salute della «leadership» del piemontese Bertone sulla macchina curiale. Di pari passo con le difficoltà create al segretario di Stato da «Vatileaks», cresce l’influenza sulla regione dell’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, vicepresidente dell’episcopato nazionale. Ordinato sacerdote ad Acqui Terme, Nosiglia viene portato nella diocesi di Roma e quindi a compiti di responsabilità nella Conferenza episcopale italiana dal cardinale Camillo Ruini, plenipotenziario wojtyliano per l’Italia. Ai due bertoniani Versaldi e Miglio, potrebbero perciò succedere presuli vicini al «partito Cei» di Bagnasco e Ruini.
Le diocesi che aspettano nuovi vescovi sono tante, anche oltre l’Italia. Il clamore provocato dalle fughe di notizie e dalle lotte fra cordate all’ombra del Cupolone concentra le attenzioni di tutti sui problemi interni alle mura leonine e le nomine vengono così lasciate in secondo piano. In questi giorni, poi il responsabile dei dossier episcopali e cioè il cardinale Marc Ouellet, prefetto dei vescovi, si trova in Irlanda per partecipare al congresso eucaristico. Tanti in Curia si stanno interessando alle nomine in Piemonte.
 Nei Sacri Palazzi sono numerosi, infatti, i piemontesi con incarichi di responsabilità. Dal «premier» salesiano della Santa Sede Tarcisio Bertone (di Romano Canavese) all’ex governatore vaticano Giovanni Lajolo (Novara), dal Decano del Sacro Collegio Angelo Sodano (Isola d’Asti) al portavoce papale padre Federico Lombardi (Saluzzo), dal sottosegretario Cei Mauro Rivella (Moncalieri) al rappresentante all’Onu Celestino Migliore (Cuneo) al delegato pontificio a Strasburgo Aldo Giordano (Cuneo), dal cardinale patrono dell’Ordine di Malta Paolo Sardi (Ricaldone) al presidente del governatorato Giuseppe Bertello (Foglizzo)e ,appunto, al ministro dell’Economia, Versaldi.
 Il Piemonte, inoltre, è la patria dei grandi apostoli della misericordia come don Luigi Orione, fondatore della Piccola Opera della divina provvidenza e della Congregazione delle Piccole Suore Missionarie della Carità. L’influenza sabauda in Curia è cresciuta di pari passo con la ramificazione Oltretevere della presenza salesiana. Significativamente a Versaldi, bertoniano «doc», è andato il titolo della basilica romana dei Salesiani. La partita tra Bertone e Nosiglia per le diocesi piemontesi è tutta aperta.