Il parroco: «In spazi ristretti coltiviamo valori universali»

I PROTAGONISTI. Don Farina: «Il terremoto del 2004 ha congelato l'opera di ristrutturazione» 
Due centri giovanili per 5 comunità non penalizzano catechesi e svago .
DON GIOVANNI COMINARDI
Il parroco don Leonardo Farina
Non è più tempo di vacche grasse neanche per le parrocchie. C'è penuria di sacerdoti, mancano, soprattutto quelli giovani che, solo una ventina di anni fa, riuscivano a «coprire» tutti gli oratori. Ora, in seguito alla crisi delle vocazioni, con l'introduzione delle Unità Pastorali si cerca di fare di necessità virtù riorganizzando la catechesi e la pastorale giovanile. Sul territorio di Toscolano le parrocchie sono cinque contando quelle di Maderno, Cecina, Gaino e Monte. Ma il centro giovanile è aperto solo a Maderno e Toscolano. Il servizio è sulle spalle di un unico parroco, don Leonardo Farina, e gli oratori sono affidati all'impegno del giovane curato don Giovanni Cominardi.
Consci delle difficoltà, entrambi i sacerdoti hanno espresso i loro punti di vista.
«L'oratorio è il cuore della parrocchia - sostiene don Farina - e noi cerchiamo di affrontare il problema formativo-educativo dei ragazzi e dei giovani con il contributo dei laici. Fortunatamente abbiamo un curato che riesce a coprire le esigenze dei due oratori e vediamo che anche i ragazzi degli altri centri vicini incominciano a frequentare i centri giovanili. Il Concilio Vaticano II - continua il parroco -, esaltava il ruolo dei laici all'interno della chiesa, e nel catechismo della chiesa si dichiara che nelle comunità ecclesiali, la loro azione è così necessaria che, senza di essa, l'apostolato dei Pastori, la maggior parte delle volte, non può raggiungere il suo pieno effetto».
«Anche noi stiamo lavorando in questo senso - continua don Farina -. Accanto al nostro ministero sacerdotale c'è la missione dei laici: insieme possiamo raggiungere i risultati che ci prefiggiamo. Noi abbiamo la massima fiducia in loro e stanno diventando validi punti di riferimento. La chiesa deve stare al passo con i tempi». L'oratorio di Maderno non ha bisogno di qualche aggiustamento?
«Purtroppo in questo senso stiamo ancora pagando dazio finanziario al terremoto del 2004 - ammette don Leonardo -. Le chiese sono state tutte lesionate e le prime cure le abbiamo dovute prestare a questi edifici del culto. Tuttavia, è indubbio che dovremo mettere mano ad alcuni interventi nell'oratorio di Maderno, secondo le possibilità che avremo in futuro. Ma non è solo questione di strutture». Infatti i don Giovanni Cominardi insiste con entusiasmo sulla funzione catechetica-formativa. «La nostra forza in questo campo è data da una forte presenza degli adolescenti - spiega il curato -. Sono 130 i ragazzi dai 14 ai 18 anni che frequentano l'oratorio; e numerosi sono anche gli universitari e i lavoratori». Oltre alla catechesi, quali iniziative avete messo in campo? «Durante l'estate organizziamo tre settimane di Grest - sottolinea don Giovanni - . Lo frequentano circa 160 bambini con una settantina di animatori. Facciamo passeggiate, li portiamo in piscina. Offriamo l'opportunità di passare un periodo al mare, a Cervia, e durante l'inverno di trascorrere alcuni giorni a Ponte di Legno. La parrocchia è generosa sotto questo aspetto, e anche il Comune è presente con il suo contributo».
Come sono i ragazzi del Garda? «Educati - risponde il curato -: deriva loro forse dal contatto costante con la diversa umanità dei turisti. Dal punto di vista dell'apertura al mondo, li trovo un po' chiusi. Non è il termine esatto: intendo dire che, poiché il tenore di vita è abbastanza elevato, è quasi naturale che accettino questo benessere e vi si adeguino senza vedere la realtà del mondo. Per questo ho portato un gruppo di una ventina di ragazzi in Mozambico, ospiti dei Padri della Sacra Famiglia di Martineng. Si sono occupati dell'attività di animazione dei coetanei della missione: un contatto che apre e forma alla conoscenza di realtà diverse dalla loro».G.B.M.