Scoperto nella chiesa del Rosario di portogruaro, un tesoro dell’arte sacra antica

di Gian Piero del Gallo
 PORTOGRUARO. Un tesoro di inestimabile valore custodito per secoli nel grande armadio della sacrestia della Chiesa di San Giovanni Evangelista eretta nel 1338 e fino al 1661 officiata dai Domenicani, fino al 1704 dai Serviti che costruirono la cappella dell'Addolorata, rimanendo comunque dominante la devozione del Rosario.  La scoperta è di Monsignor Pietro Cesco, parroco del Duomo e rettore «nato» di San Giovanni, durante un'ispezione più approfondita. Sono usciti autentici tesori d'arte che qui hanno riposato per secoli, protetti e difesi dalle aggressioni del tempo e degli uomini. Paramenti sacri intessuti in seta e fili dorati completi di ogni accessorio per le varie liturgie indossati nell'800 da chierici, diaconi e sacerdoti, nonché numerose croci, principali simboli della Fede Cristiana. Inoltre alcuni Ostensori per l'esposizione ai fedeli dell'Ostia Consacrata, turiboli e navicelle per l'incenso, calici di buona manifattura per la distribuzione dell'Eucaristia, alcune pissidi per la custodia delle Ostie Consacrate, un ombrellino processionale rosso per il rito ambrosiano con le asticciole in legno ed impreziosito da stoffe damascate con lambrecchini e passamaneria. «Sapevamo che nel grande armadio c'era qualcosa di prezioso, ha spiegato Monsignor Cesco, ma non immaginavo mai di trovarmi davanti un vero e proprio tesoro, di un valore artistico inestimabile per la Chiesa, con una sorprendente completezza dei paramenti sacri: pianete e dalmatiche con stola e manipolo, ci sono tutti i colori liturgici». L'oroche va ad impreziosire il bianco della liturgia Pasquale, il rosso per la domenica delle Palme e del venerdì santo, il viola per la Quaresima, il verde per le celebrazioni del tempo ordinario, ed infine il nero per le celebrazioni funebri oggi sostituito dal viola.  «La chiesa si è rivelata uno scrigno sorprendente al di là di ogni immaginazione - spiega il professor Francesco Cenari, esperto d'arte - oltre alla Madonna del Rosario opera del Terilli nel 1612, abbiamo l'Addolorata del Pizzini del 1896».  Un ritrovamento di tale portata, capaci di riscrivere una parte della storia artistica del Portogruarese, meritava un'esposizione. Per questo, quindi, ne è stata organizzata una che, curata e seguita da Marika Florean, sarà aperta sabato e domenica in occasione della festa della Madonna del Rosario che inizierà con un concerto del Coro Città di Portogruaro alle 20,45, appuntamento di festa cui è invitata non solo la comunità cattolica, ma tutta la città. Domenica alle 15,30 Santa Messa con processione per le vie del Borgo.