Milano, per il post Tettamanzi spunta l’ipotesi De Scalzi.
Una nuova ipotesi suggestiva per la sostituzione di Dionigi Tettamanzi alla guida della Diocesi di Milano è stata avanzata in questi ultimi giorni. Dopo i colloqui fra Benedetto XVI con il cardinale Carlo Maria Martini e con lo stesso Tettamanzi (il giorno prima della Beatificazione di Giovanni Paolo II, il toto successione alla testa della Diocesi più vasta al mondo (dopo San Paolo del Brasile) si è fatto ancora più insistente.
Se però Ratzinger volesse non seguire la richiesta proveniente dal clero ambrosiano ma volesse puntare su una scelta interna, l’outsider che sembra avanzare all’orizzonte è monsignor Erminio De Scalzi, vicario per la città di Milano dello stesso Tettamanzi e a sua volta abate della basilica di Sant’Ambrogio, la chiesa più prestigiosa e conosciuta di Milano dopo il Duomo.
IL VICARIO PRAGMATICO E DECISIONISTA. De Scalzi ha fama di uomo pragmatico, decisionista, schietto e molto socievole. Ha di contro i suoi settant’anni di età – come Scola – ma a favore una conoscenza approfondita della Diocesi e dei suoi sacerdoti.
Tra le altre figure che potrebbero avere il profilo giusto per Milano a livello anagrafico sono iniziati a circolare anche i nomi del giovane padre Gianbattista Pizzaballa, custode della Terra Santa, di padre Carlo Casalone, superiore dei Gesuiti in Italia, di Bruno Forte arcivescovo di Chieti e d Giancarlo Maria Bregantini arcivescovo di Campobasso.



