Milano, per il post Tettamanzi spunta l’ipotesi De Scalzi.

L'arcivescovo uscente di Milano, Dionigi Tettamanzi e mons. Erminio De Scalzi.

Una nuova ipotesi suggestiva per la sostituzione di Dionigi Tettamanzi alla guida della Diocesi di Milano è stata avanzata in questi ultimi giorni. Dopo i colloqui fra Benedetto XVI con il cardinale Carlo Maria Martini e con lo stesso Tettamanzi (il giorno prima della Beatificazione di Giovanni Paolo II, il toto successione alla testa della Diocesi più vasta al mondo (dopo San Paolo del Brasile) si è fatto ancora più insistente.

La decisione è in mano a Benedetto XVI il quale pare non aver ricevuto una terna di nomi definita da parte del nunzio apostolico in Italia Giuseppe Bertello.
La situazione sembra infatti complessa e non appare all’orizzonte un candidato non solo autorevole, ma anche e soprattutto in grado di raccogliere un vasto consenso.
RAVASI E SCOLA FUORI LISTA. Tramontata l’ipotesi Ravasi, che sta portando avanti un eccellente lavoro per conto di Benedetto XVI alla guida del dicastero della Cultura, anche il patriarca Angelo Scola sembra aver fatto capire che resterà a Venezia.
Le sue parole pronunciate nel corso della visita del Pontefice nella città lagunare hanno fatto intendere che non è in vista quello spostamento tanto auspicato dalla base ciellina molto forte a Milano.
Scola – studioso molto apprezzato da Papa Benedetto XVI e suo personale amico – è stato uno dei discepoli della prima ora di Don Giussani, ma la sua autorevolezza e unanime apprezzamento è stato possibile attraverso le sue molteplici attività culturali e di confronto (come ad esempio la rivista Oasis).
IL FATTORE ANAGRAFICO. Contro Scola gioca l’età, essendo ormai giunto alla soglia dei settant’anni. La sua guida di Milano potrebbe avere un orizzonte temporale di soli cinque anni, molto meno dei dieci che sarebbero invece l’auspicio minimo proveniente dal clero ambrosiano.
L’augurio dei sacerdoti milanesi, sarebbe infatti di poter contare su un episcopato di ampio respiro temporale che possa gettare le basi per un nuovo programma pastorale di lungo periodo come avvenne con la presenza pluriventennale di Carlo Maria Martini.
Tettamanzi stesso fu chiamato da Genova quando aveva già raggiunto i sessantotto anni e per molti fu una nomina necessaria per decantare il lungo regno martiniano.
L'ipotesi di successione 'interna' : Erminio De Scalzi.

Se però Ratzinger volesse non seguire la richiesta proveniente dal clero ambrosiano ma volesse puntare su una scelta interna, l’outsider che sembra avanzare all’orizzonte è monsignor Erminio De Scalzi, vicario per la città di Milano dello stesso Tettamanzi e a sua volta abate della basilica di Sant’Ambrogio, la chiesa più prestigiosa e conosciuta di Milano dopo il Duomo.

IL VICARIO PRAGMATICO E DECISIONISTA. De Scalzi ha fama di uomo pragmatico, decisionista, schietto e molto socievole. Ha di contro i suoi settant’anni di età – come Scola – ma a favore una conoscenza approfondita della Diocesi e dei suoi sacerdoti.

Un vescovo ausiliare molto amato, già segretario di Martini in occasione del suo primo periodo milanese. Successivamente è stato parroco della parrocchia più grande – per numero di abitanti – di Milano, Santa Maria del Suffragio.
Ha guidato diversi pellegrinaggi a Lourdes e in altri santuari; è un uomo colto ed un ottimo oratore. Recentemente è stato nominato presidente di “Milano Famiglie 2012”, il comitato che sta organizzando il grande evento mondiale che vedrà la presenza del papa il prossimo anno.
Un ruolo operativo e decisionale molto importante rispetto all’appuntamento – che con l’anno costantiniano del 2013, 1700 dall’Editto di Milano che riconobbe il cristianesimo – vedrà protagonista la città di Ambrogio nei prossimi due anni.
LEGAME CON GLI AMBIENTI LOCALI. De Scalzi ha dalla sua la conoscenza diretta con tutti gli operatori politici, economico-finanziari e sociali che a Milano contano. Un aspetto non secondario.
Il suo nome si aggiunge agli altri già espressi nei giorni scorsi: dal vescovo di Piacenza Gianni Ambrosio al vescovo di Brescia Luciano Monari a quello di Bergamo Francesco Beschi sino al nunzio a Parigi Luigi Ventura.

Tra le altre figure che potrebbero avere il profilo giusto per Milano a livello anagrafico sono iniziati a circolare anche i nomi del giovane padre Gianbattista Pizzaballa, custode della Terra Santa, di padre Carlo Casalone, superiore dei Gesuiti in Italia, di Bruno Forte arcivescovo di Chieti e d Giancarlo Maria Bregantini arcivescovo di Campobasso.

Articolo di Alcide Gonnella disponibile al link Lettera43.it