ARTDATE: BERGAMO APRE LE PORTE ALL’ARTE.
Le città italiane custodiscono le loro opere d’arte come dentro degli scrigni. Questi possono avere la forma di una chiesa, di una villa, di un appartamento, dello studio di un artista. Giornate come Artdate a Bergamo offrono al pubblico degli appassionati dell’arte l’occasione di avere accesso a tutto quello che si nasconde dentro lo scrigno.
Il 14 maggio 2011 l’associazione The Blank ha organizzato a Bergamo Artdate, la giornata dell’arte. Oltre 30 eventi, tra conferenze, visite guidate, feste, performance, organizzati da musei e gallerie di tutta la città. A partecipare all’iniziativa oltre ad istituzioni come il Museo Bernareggi, la basilica di Santa Maria Maggiore, la GaMec ci sono state anche collezioni private come quella di Tullio Leggeri o dei coniugi Del Monte, artisti come Andrea Mastrovito e un gran numero di gallerie e spazi culturali che hanno confermato Bergamo come una delle città più attive del Nord Italia. Gli eventi di Artdate hanno occupato la giornata dalla mattina fino alla tarda serata.
Si iniziava la mattina, con la conferenza al Museo Bernareggi sul rapporto fra arte e liturgia nella cultura contemporanea (presenti tra gli altri, gli artisti Mario Airò e Stefano Arienti) mentre alla Basilica di Santa Maria Maggiore, in attesa dell’apertura straordinaria delle tarsie lignee di Lorenzo Lotto, Adrian Paci e Andrea Kvas hanno presentato le loro opere nei suggestivi spazi dei matronei, recentemente restaurati. Ogni cosa a suo tempo è il titolo dell’esposizione, ma vedere le opere del Lotto dialogare con quelle dei due giovani artisti nell’imponente spazio del duomo di Bergamo, sembra che il tempo si sia annullato. L’abbattimento della distanza tra medioevale, moderno e contemporaneo è stato uno degli aspetti più suggestivi dell’allestimento della mostra Tracciabili, presso presso la Porta S. Agostino. Principale accesso alla Città Alta dal 1574-1575, la porta è la più trafficata della città e l’ultima a cui fu tolto il posto di guardia. Proprio sopra le fornici di questa porta la mostra Tracciabili, a cura di Sara Mazzocchi, ha ospitato una collettiva di giovani artisti: Davide Tranchina, Francesco Pedrini, Selene Lazzarini, Luca Resta e Oscar Giaconia presentano le loro opere, il cui il tema è la perdita e il ritrovamento, con un allestimento che dialoga fortemente con lo spazio e lo carica di nuovi, moderni significati.
Uno spazio dove invece è l’accumulazione creativa a fare da unico riempitivo è lo studio di Andrea Mastrovito. Lo studio visit organizzato da Artdate ha condotto nel piccolo ambiente di Via Porta Dipinta dove il giovane artista bergamasco lavora circondato dalle sue opere di carta, fogli manipolati fino a diventare fiori, giardini, o animali, oppure dai video in cui la storia si mescola al calcio, al cinema e alla musica. Piccoli capolavori sono le opere su muro che potrebbero essere descritti come “affreschi al contrario”: Mastrovito incide sulla parete il disegno e gratta via l’intonaco con un taglierino, rivelando così gli strati precedenti di pittura. Il risultato è un magnifico disegno ricavato nel muro, una via di mezzo tra un’incisione e un murales.
È il collezionismo, tuttavia, a fare ancora oggi la storia di Bergamo. Tra le collezioni private aperte al pubblico in occasione di Artdate c’è quella di Angela e Carlo Del Monte. Collezionisti dagli anni ’70, i coniugi Del Monte hanno ospitato nel loro appartamento appassionati e curiosi che hanno così potuto beneficiare della vista della loro straordinaria raccolta che privilegia artisti dell’Informale e concettuali, con un particolare occhio alle sperimentazioni. Lucio Fontana, Bruno Munari, Marina Abramovic, Maurizio Cattelan sono solo alcuni dei nomi che si leggono sulle opere, passeggiando fra le stanze dell’abitazione, dove l’arte si mescola ai luoghi della vita quotidiana dei Del Monte.
Tra gli altri privati che hanno aperto la loro casa per Artdate c’è l’architetto Attilio Pizzigoni, che apre al pubblico la sua casa, progettata dal padre Giuseppe nel 1935, “Il Cubo”, esempio di architettura razionalista bergamasca ancora oggi di grande impatto e modernità.
Per l’occasione anche Tullio Leggeri ha accompagnato i visitatori attraverso la sua collezione, allo spazio ALT di Alzano Lombardo. Voluto da Leggeri e dallo scomparso campione di sci Fausto Radici, ALT nasce nel complesso della prima Italcementi d’Italia, iniziato nel1883 e ultimato da Ernesto Pirovano. La collezione di Leggeri si estende nei grandiosi spazi dell’ex stabilimento in una eccezionale sfilata di Cattelan, Duchamp, Man Ray, Yves Klein, Paul McCarthy insieme ad una grandiosa raccolta di arte internazionale dagli anni ’80 a oggi.
Gli eventi della giornata si sono susseguiti con un programma fittissimo di cui facevano parte anche il pranzo, in un interessante momento di scambio conviviale tra artisti, appassionati e collezionisti, e numerose feste e performance che hanno ravvivato Bergamo fino alla sera.
Il progetto di Artdate è stato curato da The Blank, associazione culturale che gestisce una rete di collaborazione tra gli enti e le istituzioni dell’arte moderna e contemporanea di Bergamo. Il fine è quello di diffondere e ampliare la passione per l’arte a partire dal territorio bergamasco promuovendo eventi e iniziative che favoriscano lo scambio tra operatori nei diversi settori delle arti e attirando turisti e visitatori. A giudicare dall’enorme successo di pubblico della giornata di Artdate, l’obiettivo si direbbe essere stato raggiunto.
L'articolo di Aurora Tamigio è disponibile al sito http://www.teknemedia.net/


