Il cardinal Ravasi davanti la Pala Albergotti restaurata: “Vasari intreccia bellezza e santità”.
L’illustre ospite della Diocesi di Arezzo cardinal Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura, ovvero ministro dei Beni culturali del Papa, oggi ha inaugurato il restauro della Pala Albergotti presso la Badia delle Sante Flora e Lucilla.
L’evento, che ha visto partecipare i membri e mecenati delle istituzioni aretine e della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, è stato particolarmente significativo per celebrare l’anno vasariano e tutta l’opera del maestro rinascimentale che tanto ha contraddistinto la città di Arezzo.
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| Foto Arezzo Notizie |
Il restauro è realizzato dallo Studio Ricerca, ed è di portata eccezionale: si tratta di uno dei rarissimi casi di opera mai ritoccata, datata 1567-70. Una tavola che ancora, nonostante l’inevitabile segno del tempo, conserva ancora la sua “pelle”.
Eminenza, qual è il significato della sua presenza oggi ad Arezzo e in quest’anno Vasariano che celebra il quinto centenario del battesimo di Vasari?
“Il significato è duplice, da una parte c’è il desiderio di poter sostenere tutto quello che si fa all’interno delle comunità ecclesiali per la tutela della propria eredità culturale e spirituale, ed è veramente suggestivo che questo evento vasariano sia vissuto qui ad Arezzo con questa molteplicità di appuntamenti che dimostrano quindi la passione, con cui si vuole confermare.
Dall’altra parte voglio, attraverso questa presenza nella cattedrale, anche ritornare sui dei temi capitali: io ritengo che la cultura contemporanea consista nel ritornare ad intrecciare arte e fede, che hanno celebrato purtroppo un divorzio dal secolo scorso, e che invece per secoli, come dimostra questa operazione e tutta la storia dell’arte italiana, sono sempre state tra di loro sorelle, o comunque unite in nozze profondamente appassionate”.
Cosa ha dato il maestro Vasari alla Chiesa e cosa la Chiesa riconosce nella figura di Giorgio Vasari?
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| Foto Arezzo Notizie |
“Da un lato la sua presenza ha sicuramente arricchito tante chiese e il Vaticano stesso, come l’affresco nel Palazzo della Cancelleria a Roma, la stessa Sala ducale del Palazzo Vaticano. La presenza di Vasari è quindi una presenza oggettiva, ma dall’altro lato ha dato anche quest’attenzione alla Storia, cioè ‘riuscire a ricostruire il proprio passato’, e lui l’ha fatto attraverso questo filo continuo della memoria e anche, devo dire, proprio sul tema specifico di una delle sue affermazioni, ‘l’intreccio tra la vita e la santità: tra la vita, la santità e la bellezza’ come elementi che sono indispensabili e a cui lui fa cenno all’interno dei suoi dipinti”.
Articolo di Francesca Desimone su ArezzoNotizie.it



